Giorno
di Pasqua, 20 aprile, alcuni ragazzi di borgata che giocano in un campo alla
periferia di Roma, trovano nei pressi di un passaggio a livello ferroviario in
via Boccea, un corpo disteso sul bordo della strada. Dalle prime indagini sembra
che il corpo sia il prof. Simone Di Pietro, persona importante e illustre, travolta
e uccisa da un pirata della strada.
Il
fratello, il colonnello Di Pietro si reca dal Capo di Gabinetto che chiama la
Questura chiedendo la massima discrezione nello svolgimento delle indagini in
quanto il prof. era un donnaiolo, solito concedersi delle scappatelle.
La
polizia inizia le indagini cercando presso i carrozzieri un’auto danneggiata e
poiché per allontanarsi, l’investitore ha attraversato un passaggio a livello,
interroga il casellante che dichiara a verbale di aver visto (durante la notte
alle 3,45) “una 500 di colore chiaro ferma alle sbarre”.
In
commissariato scoprono che presso un carrozziere è in riparazione un’auto fiat
500 con “faro destro rotto intestata
a Provetti Armando”. Questi, arrestato mentre è dal barbiere, viene portato in Questura
dove confessa di aver investito accidentalmente il professore e dopo essersi
reso conto di averlo ucciso, impaurito è scappato. Il caso sembra risolto, l’avvocato
ottiene la sua scarcerazione provvisoria in attesa di giudizio, il capo della Questura,
soddisfatto, va in ferie con la famiglie dopo uno scambio di auguri e regali
con i suoi sottoposti.
La
scena si sposta all’Ufficio Controllo dove lavora il Commissario Lombardozzi Dante
che, leggendo le relazioni a lui pervenute, nota una discrepanza: mentre il
casellante dice che i due fari della macchina erano accesi, nella sua relazione
il carrozziere dice che ha riparato i
danni per rottura del vetro e del bulbo luminescente (lampadina) del faro anteriore dx. Conclude quindi che
il casellante mente perché i fari accesi
non potevano essere due, in quanto
uno rotto, e quindi si reca a interrogarlo (episodio dei due fratelli
casellanti). Il testimone però conferma la sua dichiarazione.
Va
quindi dal carrozziere Perella Settimio (episodio della chiesa) che lo porta in
officina e gli dice che lui non ha dichiarato che il bulbo era rotto ma che l’ha cambiato perché il filamento era
rotto. Il commissario conclude: la botta ha rotto il vetro man non il bulbo. Prima era attaccato poi dopo il
passaggio a livello si è rotto il filamento. Quindi tutto tornerebbe: l’auto ha
colpito il corpo, si è rotto il vetro ma non il bulbo per cui al passaggio al
livello le luci erano entrambe accese, dopo il passaggio a livello si è rotto
il filamento e non ci sarebbe nessuna discrepanza.
Incontra
la fidanzata che era alla Messa di Pasqua, e conferma che sarebbe stato a casa
in famiglia alle ore 13.00. Incontra il Provetti al cinodromo che gli dice di
non aver visto il professore perché forse era chinato e di esserselo trovato
davanti improvvisamente.
Telefona
alla fidanzata e gli dice che non è in grado di andare a casa perché vuole fare
ancora un accertamento. Lei si arrabbia mentre tutta la famiglia è a tavola per
il pranzo pasquale.
Va
dal patologo, che è a cena con la famiglia, che conclude il Prof. è morto per
un colpo alla testa infatti se fosse
stato investito avrebbe dovuto essere colpito più in basso e non in testa.
Quindi fa sospendere le esequie e il suo superiore torna arrabbiato dalle
ferie. L’autopsia rivela che il professore è morto per un colpo alla testa e
che quando è stato investito era già morto da tre ore.
Secondo
giorno
Continua
alle indagini e va con la fidanzata all’Albergo dei Congressi, dove risiedeva
il professore in quanto nelle tasche era stata trovata una fattura per lo
champagne. Il commissario interroga il portiere, Gargiulo, che dice di aver
visto salire il prof in macchina con una donna (capelli rossi, formosa). Con la
fattura dello champagne ritrovata va nel bar dove è stato venduto lo champagne
e il proprietario gli dice di averlo venduto al portiere del Motel Aria e sole,
Ferruccio.
Il
commissario lo raggiunge in un bar dove sta giocando a biliardo e si fa portare
sul lungomare dove si trova la prostituta Maria. Telefona alla fidanzata, dicendo
che sarebbe andato a pranzo, ma purtroppo l’arrivo di Maria fa saltare
nuovamente l’appuntamento per il pranzo. Fa avvisare la fidanzata da Ferruccio.
Carica
Maria in macchina e va con lei nel motel proprio nella stanza in cui si era
intrattenuta con il defunto professore. Qui la accusa di aver cercato di derubarlo
e a causa della sua reazione di averlo colpito con la bottiglia di champagne. Quindi ha telefonato a Provetti ed insieme
hanno trasportato il corpo e girato a lungo prima di abbandonarlo.
La
ragazza sviene, in camera irrompe la fidanzata accompagnata dal portiere, che
lo colpisce, la prostituta scappa e lui la insegue. Arriva a casa del Provetti,
suo protettore, che cerca di fermare il Commissario e confessa di aver ucciso
lui il professore.
Si
stabilisce così il legame tra Maria e il Provetti.
Tutto
sembra essere finito, il Commissario è promosso e durante un brindisi bene
augurale con i colleghi, viene a sapere che la povera ragazza si è suicidata.
Convocato dall’avv. Di Provetti viene a sapere che il delitto sarebbe stato
commesso da Maria e che lui si era preso la colpa, ma è sicuro che lei prima di
suicidarsi ha lasciato una lettera in cui confessa la verità per scagionarlo.
Il
Commissario si reca dal fratello di Maria, il primo a trovarla, ma nega di aver
trova qualcosa in quanto vuole vendicarsi di Provetti, che ritiene abbia
portato Maria sulla cattiva strada. Lo si vede mentre brucia una lettera,
probabilmente la confessione di Maria.
Il
Commissario è roso da sensi di colpa perché viene accusato dall’avv. di
Provetti di aver fatto carriera grazie a questo caso, al suo accanimento verso
Provetti e che sa nel suo intimo che questo è innocente.
Così,
quando il Provetti di fronte al giudice ritratta la sua confessione arrivando a
sostenere che gli era stata estorta con la violenza da Lombardozzi, questi non
lo contraddice e anzi ne conferma le parole. Insomma, per non mandare in galera
un innocente, che pure lo ha gravemente calunniato, si sacrifica,
compromettendo la sua carriera.
Tempo
dopo, avrà comunque modo di rifarsi: si vendicherà sull'infame Provetti, picchiandolo
in un bagno pubblico dell'ippodromo; ricucirà il suo rapporto con Marisa,
andando finalmente a conoscere i suoi genitori; e troverà un nuovo impiego,
come rappresentante di commercio, presso la ditta del padre di lei.