sabato 2 maggio 2020

Breve storia del Teatro di Rimini

Teatro Galli di Rimini

Il Teatro Galli di Rimini è stato riportato al suo 
antico splendore nell’anno 2019 grazie a un intenso lavoro congiunto di amministratori e cittadini. Ha riaperto le sue porte dopo che tutta la città per decenni aveva dovuto convivere con le sue macerie e la sua trasformazione in palestra. Un vero scempio per una città come Rimini che ha visto il forlivese Jacopo Allegretti fondare sul suo suolo la più antica Accademia letteraria d’Italia nel XIV secolo. Sempre a Rimini è stata fatta rinascere e operare l’Accademia dei Lincei nel 1645 da Iano Planco, medico e scienziato dopo trent’anni di attività dalla sua prima fondazione romana. La città di Rimini vanta tradizioni teatrali sin dall’epoca romana e ha un numero elevato di luoghi di rappresentazione, si può ricordare il teatro ligneo nel salone dell’Arengo che ha svolto il suo compito dal 1681 al 1839.
Ricordiamo anche il Teatro appartenente all’Accademia dell’Arcadia restaurato da Francesco Galli della gloriosa famiglia dei Bibiena e il teatro privato del Buonarroti chiuso nel 1843.
Arriviamo poi al 1895 quando il Consiglio Comunale decise la costruzione di un palcoscenico in muratura nato come Arena al Lido e divenuto poi il Teatro Ermete Novello, più volte trasformato, ristrutturato che ha consentito a generazioni di riminesi di assistere a spettacoli teatrali e a operette grazie al Teatro Novelli.


domenica 14 ottobre 2018

Woody Allen film: A irrational man


IRRATIONAL MAN 

di Woody Allen
PRODUZIONE: U.S.A.
2015  
GENERE: Drammatico/ DURATA: 95'
INTERPRETI: Joaquin Phoenix, Emma Stone, Parker Posey, Joe Stapleton
SCENEGGIATURA: Woody Allen

TRAMA
Abe Lucas, professore di filosofia, arriva all'università di Newport preceduto dalla fama di intellettuale impegnato e affascinante; in realtà scopriamo che si tratta di  un uomo frustrato, alcolizzato e depresso, perseguitato dalla fatica di esistere, incline al suicidio.
Mentre dispensa citazioni e sentenze disarmanti agli allievi e con tronfia faciloneria marchia la filosofia come “un mondo di stronzate” distanti anni luce dalla vita vera (bersaglio prediletto dell’irrational man: il razionalismo critico di Kant), ma ne trattiene quel che gli torna utile per alimentare il suo cinismo e giustificare la sua concezione aberrante di giustizia, cerca di scrivere un saggio su Heidegger e il fascismo, senza troppa convinzione.

Seppure si ritrovi da un punto di vista sentimentale coinvolto in due relazioni, da un lato viene corteggiato dalla collega Rita, donna dal matrimonio disastrato, e dall’altro dalla studentessa Jill Pollard, della quale vorrebbe esser solo amico, a lui interessa una sola cosa che, secondo le sue teorie, potrà ridare senso alla sua vita: compiere quello che ritiene un atto morale dopo aver ascoltato del tutto casualmente una conversazione, in un ristorante, riguardante una donna, un giudice e il caso di affidamento di un minore.

Quello che per lui è un atto morale in un mondo disabitato dalla morale, è un modo per conferire nuovamente senso alla propria vita. Qualcosa di totalmente arbitrario poiché, parafrasando Ivan Karamazov (Abe: «Dostoevskij, lui sì che aveva capito!»), se non esiste nessun principio universale, allora tutto è permesso; e anche sfida che ha come oggetto hitchcockiano la realizzazione del delitto perfetto.

Se Judah Rosenthal (Crimini e misfatti) uccideva per difendere il suo status sociale, Chris Wilton (Match point) e i fratelli Ian e Terry (Sogni e delitti) uccidevano per denaro, Lucas uccide per un movente astratto e come loro non dimostra alcun tipo di rimorso. Al contrario, dopo l’omicidio vive in uno stato di esaltazione torna di buonumore, accantona la sua misantropia, riesce finalmente a far l’amore con le due donne.

Ma come accadeva in Sogni e delitti, il responso della sorte sarà avverso al colpevole. Qualche volta la lotteria del caso riporta in pareggio i conti.

mercoledì 17 gennaio 2018

Il commissario (con Alberto Sordi) - Trama del film

Giorno di Pasqua, 20 aprile, alcuni ragazzi di borgata che giocano in un campo alla periferia di Roma, trovano nei pressi di un passaggio a livello ferroviario in via Boccea, un corpo disteso sul bordo della strada. Dalle prime indagini sembra che il corpo sia il prof. Simone Di Pietro, persona importante e illustre, travolta e uccisa da un pirata della strada.

Il fratello, il colonnello Di Pietro si reca dal Capo di Gabinetto che chiama la Questura chiedendo la massima discrezione nello svolgimento delle indagini in quanto il prof. era un donnaiolo, solito concedersi delle scappatelle.

La polizia inizia le indagini cercando presso i carrozzieri un’auto danneggiata e poiché per allontanarsi, l’investitore ha attraversato un passaggio a livello, interroga il casellante che dichiara a verbale di aver visto (durante la notte alle 3,45) “una 500 di colore chiaro ferma alle sbarre”.

In commissariato scoprono che presso un carrozziere è in riparazione un’auto fiat 500 con “faro destro rotto intestata a Provetti Armando”. Questi, arrestato mentre è dal barbiere, viene portato in Questura dove confessa di aver investito accidentalmente il professore e dopo essersi reso conto di averlo ucciso, impaurito è scappato. Il caso sembra risolto, l’avvocato ottiene la sua scarcerazione provvisoria in attesa di giudizio, il capo della Questura, soddisfatto, va in ferie con la famiglie dopo uno scambio di auguri e regali con i suoi sottoposti.

La scena si sposta all’Ufficio Controllo dove lavora il Commissario Lombardozzi Dante che, leggendo le relazioni a lui pervenute, nota una discrepanza: mentre il casellante dice che i due fari della macchina erano accesi, nella sua relazione il carrozziere dice che ha riparato i danni per rottura del vetro e del bulbo luminescente (lampadina) del faro anteriore dx. Conclude quindi che il casellante mente perché i fari accesi non potevano essere due, in quanto uno rotto, e quindi si reca a interrogarlo (episodio dei due fratelli casellanti). Il testimone però conferma la sua dichiarazione.

Va quindi dal carrozziere Perella Settimio (episodio della chiesa) che lo porta in officina e gli dice che lui non ha dichiarato che il bulbo era rotto ma che l’ha cambiato perché il filamento era rotto. Il commissario conclude: la botta ha rotto il vetro man non il bulbo. Prima era attaccato poi dopo il passaggio a livello si è rotto il filamento. Quindi tutto tornerebbe: l’auto ha colpito il corpo, si è rotto il vetro ma non il bulbo per cui al passaggio al livello le luci erano entrambe accese, dopo il passaggio a livello si è rotto il filamento e non ci sarebbe nessuna discrepanza.

Incontra la fidanzata che era alla Messa di Pasqua, e conferma che sarebbe stato a casa in famiglia alle ore 13.00. Incontra il Provetti al cinodromo che gli dice di non aver visto il professore perché forse era chinato e di esserselo trovato davanti improvvisamente.

Telefona alla fidanzata e gli dice che non è in grado di andare a casa perché vuole fare ancora un accertamento. Lei si arrabbia mentre tutta la famiglia è a tavola per il pranzo pasquale.

Va dal patologo, che è a cena con la famiglia, che conclude il Prof. è morto per un colpo alla testa infatti se fosse stato investito avrebbe dovuto essere colpito più in basso e non in testa. Quindi fa sospendere le esequie e il suo superiore torna arrabbiato dalle ferie. L’autopsia rivela che il professore è morto per un colpo alla testa e che quando è stato investito era già morto da tre ore.
Secondo giorno
Continua alle indagini e va con la fidanzata all’Albergo dei Congressi, dove risiedeva il professore in quanto nelle tasche era stata trovata una fattura per lo champagne. Il commissario interroga il portiere, Gargiulo, che dice di aver visto salire il prof in macchina con una donna (capelli rossi, formosa). Con la fattura dello champagne ritrovata va nel bar dove è stato venduto lo champagne e il proprietario gli dice di averlo venduto al portiere del Motel Aria e sole, Ferruccio.

Il commissario lo raggiunge in un bar dove sta giocando a biliardo e si fa portare sul lungomare dove si trova la prostituta Maria. Telefona alla fidanzata, dicendo che sarebbe andato a pranzo, ma purtroppo l’arrivo di Maria fa saltare nuovamente l’appuntamento per il pranzo. Fa avvisare la fidanzata da Ferruccio.

Carica Maria in macchina e va con lei nel motel proprio nella stanza in cui si era intrattenuta con il defunto professore. Qui la accusa di aver cercato di derubarlo e a causa della sua reazione di averlo colpito con la bottiglia di champagne.  Quindi ha telefonato a Provetti ed insieme hanno trasportato il corpo e girato a lungo prima di abbandonarlo.

La ragazza sviene, in camera irrompe la fidanzata accompagnata dal portiere, che lo colpisce, la prostituta scappa e lui la insegue. Arriva a casa del Provetti, suo protettore, che cerca di fermare il Commissario e confessa di aver ucciso lui il professore.

Si stabilisce così il legame tra Maria e il Provetti.

Tutto sembra essere finito, il Commissario è promosso e durante un brindisi bene augurale con i colleghi, viene a sapere che la povera ragazza si è suicidata. Convocato dall’avv. Di Provetti viene a sapere che il delitto sarebbe stato commesso da Maria e che lui si era preso la colpa, ma è sicuro che lei prima di suicidarsi ha lasciato una lettera in cui confessa la verità per scagionarlo.

Il Commissario si reca dal fratello di Maria, il primo a trovarla, ma nega di aver trova qualcosa in quanto vuole vendicarsi di Provetti, che ritiene abbia portato Maria sulla cattiva strada. Lo si vede mentre brucia una lettera, probabilmente la confessione di Maria.

Il Commissario è roso da sensi di colpa perché viene accusato dall’avv. di Provetti di aver fatto carriera grazie a questo caso, al suo accanimento verso Provetti e che sa nel suo intimo che questo è innocente.

Così, quando il Provetti di fronte al giudice ritratta la sua confessione arrivando a sostenere che gli era stata estorta con la violenza da Lombardozzi, questi non lo contraddice e anzi ne conferma le parole. Insomma, per non mandare in galera un innocente, che pure lo ha gravemente calunniato, si sacrifica, compromettendo la sua carriera.

Tempo dopo, avrà comunque modo di rifarsi: si vendicherà sull'infame Provetti, picchiandolo in un bagno pubblico dell'ippodromo; ricucirà il suo rapporto con Marisa, andando finalmente a conoscere i suoi genitori; e troverà un nuovo impiego, come rappresentante di commercio, presso la ditta del padre di lei.




giovedì 14 gennaio 2016

Citazioni da film

Sono contrario ai rapporti prima del matrimonio; fanno arrivare tardi alla cerimonia.
(Woody Allen)

mercoledì 13 gennaio 2016

Woody Allen film: 007 Casinò Royale


Titolo originale: Casinò Royale

Paese: Stati Uniti
Anno: 1967
Durata: 131 min.


Genere: commedia, azione
Regia: John Huston, Val Guest, Ken Hughes, Joseph McGrath, Robert Parrish
Soggetto: dall’omonimo romanzo di Ian Fleming

Interpreti e personaggi
David Niven: Sir James Bond
Peter Sellers: Evelyn Tremble/James Bond
Woody Allen: Dr. Noah/Jimmy Bond
John Huston: McTarry/M
Ursula Andress: Vesper Lynd
Orson Welles: Le Chiffre
Deborah Kerr: Agente Mimi/Lady Fiona McTarry
William Holden: Ransome
Charles Boyer: Le Grand
George Raft: sè stesso
Jean-Paul Belmondo: legionario francese
Terence Cooper: Cooper/James Bond
Barbara Bouchet: Miss Moneypenny
Jacqueline Bisset: Miss Goodthighs –


James Bond, l’agente 007, si è ritirato da tempo dal lavoro e si gode la vita del pensionato. Un giorno però gli emissari dei servizi segreti di quattro paesi si recano nel suo eremo per convincerlo a rientrare nei ranghi: c’è bisogno di lui perché qualcuno sta uccidendo tutti gli agenti segreti nelle varie parti del mondo. Fra questi c’è anche il suo nipote, il piccolo ed occhialuto Jimmy Bond che si trovava nei Caraibi. James Bond è riluttante però gli agenti segreti trovano il modo di convincerlo. E così 007 si trova coinvolto in una girandola imprevedibile di eventi, a diversi e srtampalati tentativi di eliminarlo e alla sua figli, la bella Mata Bond, nata da una relazione con Mata Hari. Al suo fianco si schierano i figli degli assistenti di un tempo, dei finti 007 e una ricca donna d’affari.