venerdì 31 luglio 2015

A Woody Allen film: Melinda e Melinda






Melinda e Melinda – un personaggio doppio per Woody Allen
Spiritoso e malinconico, triste e divertente, incantevole e melodioso, amaro e gioioso, Melinda e Melinda di Woody Allen conferma la gran bravura del regista.

Una sera a cena a New York, alcuni autori di teatro discutono con i loro amici intorno ad un interrogativo: la vita è commedia o tragedia?








Per rendere meno astratto il discorso inventano un personaggio, una ragazza di nome Melinda, e la conducono lungo due percorsi distinti ma paralleli. Una giovane coppia di Manhattan organizza una piccola festa tra amici. D'improvviso si presenta alla porta di casa Melinda, che non sta per niente bene e che si mette subito a raccontare i propri problemi. Tutti le offrono solidarietà e la coppia decide di prenderla sotto la propria ala protettrice. Incomincia così la doppia storia di Melinda e Melinda con i due incipit, uno drammatico e l'altro comico. La sua vita si intreccia con quella della coppia portando a galla, con il suo carico di problemi e sentimenti, un paesaggio interiore fatto di meschinità, bugie, segreti, fragilità ed incomprensioni.



La prima è formata da un giovane, bello ma sfortunato attore di teatro sposato con una ragazza viziata e spendacciona; l'altra é quella formata da una giovane aiuto regista molto ambiziosa e pronta a tutto pur di sfondare nel mondo del cinema, sposata ad un imbranatissimo attore (quest’ultimo interpretato da un irresistibile Colin Ferrell, ci regala una serie di battute e di gags degne del miglior repertorio del regista newyorkese). Tutto il gruppo degli interpreti è accomunato e amalgamato da un fitto chiacchiericcio, da un sovrapporsi di frasi, risate, battute, esclamazioni così tipico del nostro tempo ma anche così privo di significato.

La vicenda si svolge a New York luogo dell'anima di Woody Allen: Manhattan, Soho, Greenwich Village, Upper East Side, Central Park. I personaggi camminano per strade alberate, chiacchierano in cafés e bistros alla francese a lume di candela, fanno feste con gli ospiti seduti sulle scale del salotto a chiacchierare.
La luce di questo paesaggio è dorata ed autunnale con
colori ruggine, bruno, marrone, nocciola, color castagna.

Quale è la conclusione a cui si giunge. La vita è comica o tragica? Tutt'e due, naturalmente.

Perché le cose che cominciano con tante promesse chissà come... vanno a finire nella spazzatura? Non per tutti.. per chiunque abbia una immaginazione... la vita è abbastanza gestibile se tieni basse le tue speranze... il momento in cui ti concedi dei bei sogni... corri il rischio che poi ti crollino addosso, credimi... (Ellis)



Le disavventure portano a Melinda l’infelicità e la disperazione; le peripezie della fortuna riservano a Melinda l’amore. Ogni aspetto tragico della vita ha sempre i suoi risvolti comici e paradossali e viceversa, sostiene l’autore ma io nella vita di Melinda vedo solo dolore e sfortuna, sembra predestinata alla distruzione.

« "Sono cose che succedono. La vita è un pasticcio" ».

A Woody Allen film: Anything Else




Good morning my dear,

Jerry Falk è uno scrittore comico fervidamente dedicato alle sue sedute psicanalitiche. Il sesso va male perché Amanda, la sua ragazza, fa la difficile. In più, sta tradendo Jerry con il suo insegnante di recitazione, Jerry ottiene prova del tradimento quando, sollecitato da Dobel (Woody Allen), pedina Amanda. Jerry e Amanda litigano quando lui si rifiuta di provare la cocaina.






Jerry ha scelto New York invece di Los Angeles, la psicanalisi piuttosto che la vita, rivolge monologhi direttamente alla macchina da presa e pensa in flashback.
Dobel è una parodia di se stesso, tolta l’ossessione con Freud. Inoltre, è uno di quei tipi che vagano per Central Park col kit di sopravvivenza nello zaino, balbettando contro l’antisemitismo. Felicissima di scoprire che Jerry abbia trovato un lavoro che lo terrà lontano da lei, Amanda gli offre i suoi più sinceri complimenti, e aggiunge “Fai benissimo ad andarci! Un sacco di incapaci che non esistevano a New York sono diventati dei miliardari quando si sono trasferiti a Los Angeles!”. Lui la guarda confuso. Ma nonostante il momentaneo turbamento partirà.



Avendo appreso tutto ciò che poteva da Dobel, avendo accettato infine tutti i suoi consigli (fai un taglio netto: lascia questa ragazzina fatale; questo psicoterapeuta che non parla mai; questo manager che fa più male che bene…), un rimodellato ed estasiato Jerry s’incammina verso il tramonto.



E Dobel, da vero maestro zen si ritira nell’oscurità.

A Woody Allen film: Hollywood Ending

Good morning, my dear
torno a parlare del mio mio regista preferito e di un suo vecchio film.
Molto carino e divertente, per passare un ora piacevole.

Hollywood Ending - Woody Allen e la cecità psicosomatica

Da molti anni, il pluripremiato premio Oscar Val Waxman (Woody Allen) non riesce a dirigere un film: il suo pessimo carattere, le sue bizzarre richiesta e la sua ipocondria la hanno ridotto a filmare spot pubblicitari, l’ultimo dei quali lo sta girando in Canada.
Questo è davvero un grave spreco perché nessun registra sa raccontare come lui la città di New York. Ed è questo che pensa la sua ex moglie, la produttrice Ellie, che è convinta che egli sia in grado di dirigere il film che la società del suo attuale fidanzato si prepara a realizzare allo stratosferico costo di 60 milioni di dollari.
"Potrebbe farlo ad occhi chiusi", dice Ellie, parlando del suo ex marito (senza sapere di fare una dichiarazione profetica) e tanto insiste che la spunta: riesce ad ottenere il lavoro per Val, ma lo stress è talmente alto che la sera prima dell'inizio delle riprese lui si ritrova vittima di una malattia psicosomatica: è completamento cieco. Val non può permettersi di rinunciare a tale opportunità e così va ugualmente sul set senza vedere niente, con il solo aiuto di qualcuno che può vedere al posto suo, raccontargli quello che succede e seguire le sue istruzioni. La comicità che si concentra soprattutto nella prima parte dello spettacolo, quando il ritmo sembra quello dei primi film di Woody Allen, con il registra alle prese maldestramente con gli oggetti. Poi le gags calano e i dialoghi diventano più serie e Allen ne approfitta per raccontarci il mondo di Hollywood e i suoi problemi come padre, di un figlio ribelle, forse la vera causa dei suoi disturbi psicosomatici.


Allen aveva già affrontato il tema delle malattie psicosomatiche in "Harry a pezzi", con il povero Robin Williams, attore fuori fuoco, ma ne parleremo poi.

Particolarmente piacevoli sono le figure degli executives hollywoodiani, interpretati da Treat Williams e George Hamilton entrambi perfettamente in parte.

Un caro saluto.

Woody Allen film: Scoop

Scoop - un nuovo film di Woody Allen

My sweet come va? HOW ARE YOU?

Joe Strombel era un indomito giornalista inglese sempre in caccia di notizie bomba, oramai nell’aldilà, incontra una giovane segretaria appena defunta e pronta a rivelargli importanti notizie sulle cause della sua morte e sulla gesta di un serial killer.

Il “killer dei tarocchi”, che, come Jack The ripper, uccide prostitute e semina il terrore nella capitale londinese, sarebbe il miliardario Peter Lyman (Hugh Jackman). È un scoop irripetibile per qualsiasi giornalista, anche per un giornalista come lui ormai defunto. Che fare?

Contemporaneamente, sulla terra, il maturo, goffo ma simpatico illusionista Sid Waterman (Woody Allen) – in arte "Splendini", nome più “esotico” per i londinesi – sta facendo un gioco di prestigio con Sondra (Scarlett Johansson), una giovane studentessa americana di giornalismo di passaggio nella capitale inglese. Proprio durante l’esperimento magico, Strombel si manifesta a Sondra, svelandole l’identità dell’assassino dei tarocchi.

Da subito, affascinata dalla possibilità dello scoop, la studentessa si tuffa anima e corpo nella rischiosa impresa di smascherare il serial-killer, coinvolgendo il malcapitato mago Splendini, che presenta come suo padre.

La ragazza non solo riesce ad avvicinare il miliardario, ma lo fa anche innamorare; innamorandosi però a sua volta. Tra situazioni buffe, equivoci e paradossi si arriva all’epilogo.

La trama è molto semplice e come sempre nei film di Woody a farla da padrone sono le battute.

Tra le migliori: «Come nascita sono di confessione ebraica, poi mi sono convertito al narcisismo», oppure «Il bicchiere lo vedo mezzo pieno, ma di veleno». Simpatico è anche il fatto che il personaggio di Allen ripete sempre le stesse frasi quando si trova di fronte a qualcuno durante uno dei suoi trucchi di magia. 



Molto piacevoli le citazioni: dalla immagine molto bergmaniana della morte che accompagna le anime dei trapassati, alla cantina di un noto film di Hitchcock, fino al protagonista Peter, affascinante e carismatico ma ambiguo come certi personaggi interpretati da Cary Grant.

In una scena Sondra e Peter confessano le rispettive bugie, qualche scena dopo dimostrano entrambi di non essere stati realmente sinceri nella confessione.
I fatti dimostreranno che hanno volutamente tenuto nascosto qualcosa l’uno all’altro fino all’ultimo.

C’è un Woody Allen leggero e ottimista in questo film.

mercoledì 22 luglio 2015

La pittura impressionista: Manet

Manet è il pre-impressionista che, con il quadro "Colazione sull'erba" ha scandalizzato l'intera Francia di inizio ‘800. Per non parlare della sua opera "Olimpya", la prostituta ritratta nella posa che ricorda la “Venere di Urbino" di Tiziano. In Manet si vede ancora un forte attaccamento alla tradizione accademica nell'uso del colore e delle pennellate, ma la marcata presenza di chiaroscuri e le particolarità espressive del volto preannunciano la sua ascesa come pittore impressionista a tutti gli effetti.



Manet voleva l'arte come mezzo per scandagliare la psicologia umana usava quindi la pittura per criticare ironicamente la borghesia, per staccarsi dagli schemi. Monet invece è alla ricerca di un arte vera, che deve cogliere la luce: è la luce che, colpendo gli oggetti, gli fa assumere tutte le sue forme e sfumature (La ricerca della luce è il concetto principale della corrente impressionista).


E’ una pittura quella di Monet in cui la natura svela i suoi segreti e infiniti giochi di chiaroscuro, è un arte che, tramite veloci pennellate, vuole cogliere l'attimo fuggente come in una foto.

domenica 19 luglio 2015

Woody Allen film: Blue Jasmine




Blue Jasmine ovvero il film perfetto, il capolavoro di Woody Allen che puntualmente arriva dopo alcuni film non perfettamente riusciti. 
Il regista newyorkese ha creato un personaggio femminile perfetto per la sua attrice protagonista, un ruolo che le consentisse di mostrare la sua bravura e la perfezione raggiunta nell’arte del recitare.



Jasmine si presenta da subito, il suo monologo iniziale che sembra un semplice racconto diventa poi straziante quando alla fine sulla panchina lei lo reinterpreta e allora capiamo la vera portata di quel suo racconto. Jasmine è superficiale, vendicativa, esigente, non vuole responsabilità o impegni ma solo essere viziata ed amata. Pettegolezzi, shopping compulsivo, forma fisica erano il suo mondo.





La sua opera, i dialoghi sono perfetti, le location tutte ad hoc, i vestiti rappresentano perfettamente i vari personaggi.







Woody Allen attore: Gigolò per caso



Nel suo ultimo film lo troviamo solo nelle vesti di attore per la regia di John Turturro di una commedia agrodolce. Due amici si trovano a causa della crisi economica di questo decennio, in gravi condizioni economiche, così decidono di risolvere i loro problemi facendo gli accompagnatori per ricche donne newyorkesi nel film "Gigolò per caso" (Fading Gigolo').





O meglio, sarà John Turturro ad assumersi questo impegno, mentre Woody Allen, nelle vesti di Murray, proprietario di un negozio di libri, dovrà occuparsi della parte promozionale ed economica. 





I due amici incominciano a svolgere questo lavoro molto seriamente, sotto gli sguardi sorpresi e attenti della comunità che li circonda. I personaggi femminili sono tre: Sharon Stone (la dottoressa Parker), Sofia Vergara (la ricca Selima) e Vanessa Paradis (la vedova Amidal

Era dai tempi di "Ho solo fatto a pezzi mia moglie (PIcking up the Pièce) che Allen non recitava con un altro regista.


Woody Allen film: Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni

"You Will Meet a Tall Dark Stranger" è un film del 2010 scritto e diretto da Woody Allen.


Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni è il quarto film del regista girato a Londra, dopo Match Point (2005), Scoop (2006) e Sogni e delitti (2007). Protagonisti del film sono: paura di invecchiare, solitudine, l'infelicità della coppia quando non c'è più amore. E' così tutti a darsi da fare, muoversi avanti e indietro per cercare amore citando uno Shakespeare nichilista, secondo cui la vita è piena di rumore e furore, e senza alcun significato ("full of sound and fury, signifying nothing").






"La gente si rifugia nelle persone che offrono loro soluzioni magiche" (e nella lista Allen include tanto i fortune tellers quanto i rabbini e i preti) perché a volte le soluzioni magiche sono meglio delle medicine. L'unica via di fuga è la magia." Di solito le cartomanti quando annunciano che si farà un bell'incontro sono solite dire: incontrerai uno straniero alto e bruno. E' in questo film si parla di cartomanti e di stranieri. Le coppie in crisi sono quelle formate da Alfie e Helena, e quella dalla figlia Sally e da suo marito Roy.






Alfie insegue la giovinezza, è un uomo che vuole sconfiggere la vecchiaia e la morte, nel tentativo di ritrovare gli anni perduti sposa un’avvenente ragazza squillo interessata al suo portafogli.

Nel frattempo l’ex moglie Helena, dopo un tentativo di suicidio intercettato a tempo debito, finisce nelle grinfie di una fattucchiera, che le promette un incontro fatale con uno sconosciuto alto e bruno con cui condividere gli ultimi palpiti e l’illusione di una prossima vita.

La coppia formata dalla figlia Sally e da suo marito Roy entra in crisi quando Sally si prende una cotta per il suo capo, Greg, mentre il marito resta folgorato da Dia che vede nell'appartamento di fronte. Roy e uno scrittore che attende con ansia una risposta dalla sua casa editrice, l'unica soluzione per non confessarsi fallito a se stesso e agli altri sta nel compiere un'azione indegna per la quale verrà forse punito. 







Nonostante i tentativi fatti dai protagonisti per eludere i rispettivi problemi attraverso sogni ad occhi aperti e piani impossibili, i loro sforzi produrranno solo crepacuore e irrazionalità. coppie che si sfaldano e si compongono, soffrono, amano, lottano, si illudono nell'attesa di uno sconosciuto alto e bruno. 



E' un Allen amaro, senza il solito gusto per la battuta, poco sarcastico. Il confine tra la farsa e la tragedia è quanto mai sottile, soprattutto nella scena in cui Naomi Watts chiede alla madre, Gemma Jones, un prestito, e quest'ultima lo rifiuta ripetendo caparbia e disperata le parole della maga che ha preso le redini della sua vita.

Woody Allen film: To Rome with love





To Rome with love
La delusione era palese tra i tanti ammiratori del grande regista newyorkese presenti in sala. La storia del film e 










Resto dettA! il grande regista si ritaglia una parte in uno dei quatro episodi ed è come tornare anche se per pochi minuti ai suoi amati film. Le vicende si intrecciano in una Roma bellissima come però è soltanto nei film, per niente caoti





On scorci bellissimi e romantici come melo episodio dei due giovani innamorati. Jack e Sally sono in attesa del amica di lei una giovane attrice. Johannesburg e un maturo architetto che si specchia in jack e vuole metterlo in guardia affinché non facci i suoi stessi errori.













Hayley e una giovane americana fidanzata con un italiano. I suoi genitori il padre regista di opere in pensione e la madre strizza eccelli sono convocati per conoscere i futuri suoceri.
Una coppia diPordenone si perde nella città eternaAntonio vuole far conoscere la giovane moglie ai parenti romani per ottenere un buon lavoro. A causa della separazione Antonio da passare la beli a Penelope cura per sua moglie mentre quest'ultima è corteggiata d un star del cinemaMentre Leopoldo Pisanello una persona comune un po' noiosa, vive una fama momentanea ed illusoria senza capire a che cos sia dovuta.

Tante le star italiane che compaiono nel dilm anche se solo per qualche minuto.

Woody Allen e la psicanalisi

"Se sei in contatto con Freud, fatti ridare i miei soldi".


Con questa battuta di un suo personaggio l'uomo Woody Allen, rivela il suo pensiero sulla psicanalisi, la sua totale dipendenza dall'analisi, ma anche il suo dubbio sulla sua efficacia. E' con questi dialoghi scoppiettanti che si risollevano le sorti di tutto un film.


Secondo il consiglio del regista, messo in pratica dal personaggio di un suo film, quando il suo pensiero corre alla morte ed è travolto dalla angoscia il protagonista di "Hannah e le sue sorelle" va al cinema e guarda un film dei fratelli Marx, che non solo placa i suoi dispiaceri ma lo fa ritornare a contatto con la realtà. Ora anche noi possiamo guarire guardando un film magari ricco di humor proprio di Woody ALLEN. 





Nel film "To Rome with love", è Alex Baldwin, un architetto in vacanza a Roma, ad indossare le vesti dello psicanalista. Da consigli al giovane protagonista che sta per tradire la fidanzata con una pseudo intellettuale narcisista. Il ragazzo pur ascoltandolo non resiste alla passione.

A sistemare tutto ci pensa il destino, come tante volte nella vita senza che c'è ne accorgiamo. 


Ma, come nella battuta che chiude il film, non si arriverà alla saggezza ma allo sfinimento.

Woody Allen film: Sogni e delitti



Nel film Sogni e Delitti Woody Allen continua la sua analisi dell'animo umano, nel suo lato più oscuro, nel momento in cui viene commesso un crimine, il lato oscuro della natura umana: intrighi, slealtà, tradimenti e assassini. La storia della discesa agli inferi di due fratelli si svolge nella Londra dei nostri giorni.



Il protagonista del precedente film in cui Allen aveva già affrontato questo argomento, Crimini e misfatti, vuole conservare la sua posizione di prestigio nell’ambiente familiare e sociale, il suo benessere e la ricchezza, per fare ciò commette un delitto.


Il protagonista, Judah Rosenthal, viene appena sfiorato dalla colpa e dal rimorso, pur essendo consapevole del valore della vita umana, decide di commissionare ugualmente l’omicidio dell’amante che lo ricatta. Dopo qualche mese dal delitto riprende la sua vita normale, messi a tacere i propri sensi di colpa (il rapporto dell’individuo con la colpa altro non è che il rapporto dell’individuo con la sua coscienza). Non esiste neanche pentimento per Judah Rosenthal in una società senza Dio dove il male trionfa impunito. Ben, il rabbino suo amico e paziente dice: “Si, lo so. La differenza fondamentale è nella vostra visione del mondo. Per te è duro, privo di valori e spietato… io invece non potrei continuare a vivere se non fossi convinto dell’esistenza di un ordine morale e … del perdono. E una sorta di potere supremo. Altrimenti ci manca una base per vivere. E ti conosco abbastanza per sapere che anche in te c’è una scintilla di tutto ciò”.

I due protagonisti del film Sogni e Delitti, Ian (Ewan McGregor) e Terry (Colin Farrell) hanno scelto di compiere un delitto. Per ragioni d’interesse decidono di aiutare un ricco zio in momentanee difficoltà, il parente promette loro ricchezza in cambio dell’assassinio di un suo ex socio. I due giovani, per vincoli di sangue e di riconoscenza, nel nome della famiglia, accettano. Non c’è odio nell’animo dei due fratelli ne responsabilità morale.

Non c’è niente del Raskolnikov di Delitto e castigo in Ian e Terry. Sono uguali a tanti i due fratelli, per loro il delitto non esiste, l’uomo ucciso non appartiene alla famiglia è un estraneo. “Del resto”, dice Ian, “in guerra non si uccidono gli estranei? E non è solo la famiglia quella che conta?”.

E la speranza? Non esiste speranza, non più nei film di Woody Allen, non esisteva in Crimini e misfatti e in Match Point. Dice il padre di Ian e Terry: “Le sole barche che entrano in porto hanno le vele nere”.

E il castigo? Non è previsto il castigo per il loro delitto ma uno dei due fratelli che è più complesso e sofferente (Ian), incomincia a pensare a ciò che ha fatto. Il delitto resta impunito secondo la teoria del regista che il crimine purtroppo paga e continua a pagare molto bene.


Del film io preferisco il titolo originale e penso che sia in linea con il film Match Point, ma molto lontano dagli iniziali film di Woody Allen e che io preferisco, ricchi di battute ironiche e surreali. Come nel film citato il regista rifletta sull’uomo e sul suo desiderio di ricchezza e potere, per i quali è disposto a pagare qualsiasi prezzo, arrivando anche al delitto.
Un nuovo film in piena visione dostoevskiana, delitto e castigo quindi, ma se possibile ancora più cupo e nero nella sua conclusione, di Match Point.

Ian (Ewan McGregor) e Terry (Colin Farrell) sono due fratelli di origine proletaria. Il primo aiuta il padre al ristorante e coltiva sogni di ascesa sociale, il primo fa il meccanico, ha il vizio del gioco e una attrazione per il whisky. Quando il ricco zio Howard (Tom Wilkinson), trasferito in Cina per affari li va trovare i due gli chiedono un prestito. Lo zio si rivela disponibile ad aiutarli a risolvere i loro problemi economici, uno ha debiti di gioco e l’altro desidera trasferirsi a Los Angeles con una sensuale e volubile attrice che ha conosciuto.

Pone però una pesante condizione, i nipoti dovrebbero un uccidere un suo nemico.

Allen crea una forte suspance: si sta con il fiato sospeso ma non per la vittima predestinato ma per la paura che gli assassini vengano scoperti a causa della loro goffaggine ed inesperienza.

No, non vi preoccupate, non vi racconto come va a finire, non voglio rovinarvi la sorpresa.

Woody Allen film: Vichy Cristina Barcelona



Regista: Woody Allen
Interpreti: Scarlett Johansson, Penelope Cruz, Rebecca Hall, Javier Bardem
Genere: Commedia
Durata: 96’
Nazione: U.S.A. – Spagna
Distribuzione: Medusa
Anno: 2008









In questo nuovo film di Woody Allen si muovono tre personaggi femminili: Vicky (Rebecca Hall) seria, posata e fidanzata, Cristina (Scarlett Johansson) disinibita, turbolenta e passionale, Maria Elena (Penelope Cruz) controversa e problematica, che ama un uomo ma che non riesce a vivere con lui. Le prime due, Vicky e Cristina, turiste americane, trascorrono l’estate nella città catalana di Barcellona da alcuni amici. In una galleria d’arte, una sera, un affascinante pittore invita entrambe a trascorrere un week-end a Oviedo per visitare le bellezze del luogo e per fare l’amore tutti insieme. Mentre Cristina rifiuta Vicky lo accompagna in vacanza e conosce la sua ex moglie Maria Elena, che continua ad essere innamorata e gelosa di lui.

Woody Allen film: Ciao Pussycat




La storia del film iniziò quando Charles K. Feldman, agente di artisti e produttore cinematografico rimase colpito dal talento di Woody Allen, autore comico agli esordi ma già seguito dal pubblico per la sua freschezza e spontaneità, decise di assumerlo in qualità di sceneggiatore per l’adattamento per il grande schermo della commedia Lot’s Wife scritta da Ladislaus Bus-Fekete, autore ceco, di cui possedeva i diritti cinematografici.
Il giovane Woody si mise subito al lavoro e realizzò un’opera che però si discostava totalmente dalla trama originale. Lo stesso film poi fu completamente diverso dalla sua sceneggiatura a causa del massiccio intervento del produttore che dispose modifiche e rifacimenti. Lo stesso regista dichiarò a distanza di tempo di aver dovuto lottare a lungo per imporsi e nonostante ciò la sua sceneggiatura fu manipolata e stravolta.

Il film fu ambientato a Parigi, anche se in un primo tempo erano state scelte Londra e Roma.

La produzione che doveva essere economica e modesta si trasformò in una macchina mangia soldi, con un budget di quattro milioni di dollari e attori come Peter O’Toole, Romy Schneider, Peter Sellers.

Oltre che come sceneggiatore Woody Allen lavorò nel film come attore nelle vesti di Victor Shakapopolis un amico del protagonista che cercava inutilmente di conquistare la sua fidanzata. Il suo lavoro era quello di aiutare le spogliarelliste a indossare i costumi di scena, pagando naturalmente per poter svolgere questo incarico.

La storia

si narrano le vicende del giovane Michael James (Peter O'Toole) affascinante capo redattore presso un’importante rivista di moda di Parigi che, pur amando Carole (Romy Schneider) giovane e dolce ragazza che lo ricambia teneramente, non riesce a rinunciare alle altre “gattine” (pussycat) che attirano la sua attenzione.  

Carole lo sollecita affinchè si decida finalmente a sposarla ma prima deve mettere la testa a posto, così Michael per guarire dalla sua patologica infedeltà si rivolge al più prestigioso medico psicanalista della città, Fritz Fassbender (Peter Sellers). Scopre però che il medico soffre del suo stesso problema, che, pur avendo meno successo di lui è attratto irresistibilmente da tutte le donne e che è  vessato da una giunonica moglie, aspirante cantante lirica, terribilmente gelosa. 

Partecipando alle sedute di gruppo organizzate dal dott Fassbender, Michael conosce Miss Lefebvre, una paziente molto affascinante e dalla prorompente passionalità che  innamoratasi di lui cerca di sedurlo.

In un albergo di campagna destinato a incontri clandestini, per le coincidenze più insolite si trovano tutti i personaggi del film: Michael, Carole e i genitori di lei, Fassbender e la moglie, Liz, Renée e il gelosissimo marito... L'arrivo della polizia mette tutti in fuga con uno straordinario mezzo di trasporto.

Finalmente Michael sposa Carole, ma non riesce a resistere dal rivolgersi col solito vezzeggiativo "pussycat" all'attraente segretaria del sindaco di fronte al quale ha appena pronunciato il voto nuziale, scatenando l'ennesimo e certamente non ultimo litigio con la donna che ha appena sposato.





Woody Allen Film: Magic in the Moonlight

Woody Allen film: Basta che funzioni


Regia: Woody Allen
Sceneggiatura: Woody Allen
Fotografia: Harris Savides
Montaggio: Alisa Lepselter
Interpreti: Larry David, Evan Rachel Wood
Produzione: Sony Pictures
Distribuzione: Medusa Film
Nazione: Usa - Francia
Anno: 2009
Durata: 92'

Il nuovo film di Woody Allen dal titolo “Basta che funzioni” è uscito nelle sale il giorno 18 settembre 2009 per Medusa, ma il regista newyorkese che ha già completato un altro film girato a Londra, con un gran cast e una storia drammatica e ironica, è nuovamente al lavoro. 



Woody Allen, come ha dichiarato nelle interviste, ha ripreso una vecchia sceneggiatura di almeno trenta anni fa e pur non interpretandola realizza un classico, come i vecchi film Prendi i soldi e scappa e Io e Annie. Troppo anziano di almeno dieci anni per questo ruolo, ha alle spalle una lunga carriera iniziata nel 1966 con il film Che fai, rubi? e ha compiuto ben 74 anni, è egregiamente sostituito dall’attore Larry David.

Una delle battute più divertenti del film riassume il pensiero del regista: “Come ci si può fidare del genere umano se hanno dovuto inventare le toelette autoigienizzanti perché chi usa il bagno non tira la catena?”

I protagonista del film sono Larry David, il prof. Boris, e la timida e suggestionabile ragazza del sud fuggita da casa. Lui è un eccentrico newyorkese, ebreo miscredente, misantropo, epicureo, con istinti suicidi e la tendenza alla predica, lei una timida e suggestionabile ragazza del sud fuggita da casa. La storia si svolge a New York anche se come si legge in un’intervista Woody Allen ama la città che ha visto nei vecchi film hollywoodiani in bianco e nero degli anni ’50, quelli con i telefoni bianchi, le donne avvolte con cappe d’ermellino, Manhattan come un’isola felice che non esiste più, se mai è esistita. I registi che conoscono la città sono Martin Scorsese e Spike Lee, lui conosce solo Brooklyn dove è nato e cresciuto.

Amore: finchè nessuno si fa del male va tutto bene, bisogna stare attenti a non avere conseguenze sulle vite degli altri.

Lavoro: ama il lavoro che fa e che ha sempre fatto, non lo ritiene un lavoro duro, è ben pagato e lascia un sacco di tempo libero, può suonare la musica jazz, scrivere per le riviste, avere una famiglia. Esperienza: si impara poco dal passato, l’esperienza contribuisce solo per il 10% quando si realizza un lavoro, il resto è talento, o ce l’hai o non ce l’hai. Le esperienze di vita possono incidono sulla sensibilità.

Cinema: gli piacciono i film seriosi o spettacolari, non quelli realizzati per una giusta causa o un nobile scopo, intellettuali e impegnati ma noiosi. Dei film italiani gli è piaciuto il recente Gomorra, con una bella regia e una storia affascinante. Ma anche quelli di Fellini o Bergman, grandi intrattenitori non noiosi. Regia: il regista è un intrattenitore. Lui la pensa politicamente come Michael Moore, ha fiducia nel presidente americano Obama e ritiene possa fare grandi cose per il paese se non viene boicottato da nemici o amici, ma ritiene che il cinema non possa cambiare la società, la gente o la storia. Il cinema è solo intrattenimento. Nuovi film: lui prima ha l’idea della storia e poi pensa al cast, l’attore giusto per quella storia può essere famoso oppure no. Ad esempio vorrebbe lavorare con Carla Bruni, e se gli venisse in mente la storia giusta potrebbe anche offrirgli una parte in un film. Le sue battute a raffica sono fulminanti, il suo umorismo sardonico alla Groucho Marx, che costituisce il suo marchio di fabbrica, spazia dall’amore al sesso, dalla religione ai tabù alla psicanalisi.

Avanti allora con le battute: “La gente rende la vita peggiore di quello che è”.
Morale del film: dalla misantropia si arriva all’accettazione della vita in tutta la sua imprevedibilità.

Woody Allen film: Midnight in Paris






Il protagonista, uno sceneggiatore americano che vorrebbe diventare un vero scrittore abbandonando gli script prefabbricati del cinema hollywoodiano, si trova nel leggendario salotto di Gertrud "Gert" Stein tra Hemingway e Picasso, allo scoccare della mezzanotte. Si nnamora di Adriana, la bellissima amante di Modigliani e Braque e regala a un Bunuel piuttosto indifferente l'idea per uno dei suoi futuri capolavori, L'angelo sterminatore. Quello di Allen è un sogno che si traduce in un film lieve e favolistico.




Nel film di Woody Allen “Midnight in Paris” accade di tutto: si incontrano Francis Scott Fitzgerald, Dalì, Picasso, Hemingway, Bunuel, Gertrude Stein o magari Toulouse Lautrec, Degas e Gauguin. Il regista ha legato il film al titolo, è partito da midnight, mezzanotte a Parigi cosa c'è di più fantastico?, che è diventato il cuore del film, tutto accade al protagonista a quell'ora.
Unica critica: Una Parigi troppo da cartolina?






Spiega Allen: “Quella città è nel mio cuore da sempre, sin dal '65 quando ci sono stato per la prima volta. Quello che si vede nel film non so se è clichè, certamente è una visione soggettiva, non realistica, sono le mie emozioni per quella città che adoro, specie quando è sotto la pioggia".






Poi il ruolo di Carlà, presente per soli due minuti sullo schermo: "E' carismatica, piena di grazia, amorevole, perfetta nel piccolo ruolo che ha svolto benissimo, nessuna diplomazia politica né avvocati si sono messi di mezzo e lei era ben felice di fare il suo lavoro davanti la telecamera", ripete per la millesima volta il regista.








La morale della storia "Guardi al passato, pensando che sarebbe stato meglio invece magari non c'era neppure l'aspirina".