giovedì 17 dicembre 2015

Film: Abemus Papam di Nanni Moretti

Un racconto che inizia con la straordinaria sequenza del conclave e dell’elezione del papa e si conclude col suo breve discorso finale, in cui annuncia il “gran rifiuto”.

La lunga fila di cardinali, una moltitudine di maschi, vecchi e vecchissimi, i visi induriti dalla solitudine e da un'astratta e forse ormai inutile sapienza, sontuosamente addobbati di rosso, dopo la morte del papa, si racchiudono nel segreto del conclave, di cui nulla si sa mai. Inatteso, è eletto il cardinal Melville, e prima che lui accetti, i colleghi, sollevati per il difficile incarico che hanno appena evitato, hanno già attaccato il Te Deum, tanto per finirla lì.

Piazza San Pietro è colma di fedeli, la fumata è bianca, la finestra è già aperta. “Habemus Papam”, si annuncia. Ma il Papa non si affaccia. Si chiude nelle sue stanze fra la costernazione dei cardinali e del mondo intero. Addobbato con tutti i broccati e i ricami e gli ori necessari a consacrare la solennità pontificale, il vecchio uomo smarrito non ce la fa ad affacciarsi alla loggia delle benedizioni per presentarsi al mondo: arretra, grida tutta la sua umana disperazione, corre attraverso le antiche e mute stanze vaticane. L'immensa folla che ha atteso per giorni in piazza San Pietro la fumata bianca, ora che il nuovo papa c'è e ancora non si sa chi sia, fissa eccitata, impaziente, in alto, sventolando bandiere: ma la grande finestra da cui lui deve apparire resta uno spazio nero, reso più preoccupante dai rossi tendaggi che il vento muove nel nulla, un vuoto drammatico.

I poveri cardinali, che non possono svignarsela, chiamano in aiuto il diavolo, cioè uno psicanalista, per di più ateo, per di più separato, che deve parlare con Sua Santità, aiutarlo a svolgere il duro incarico di capo della chiesa, circondato da decine di prelati e senza poter chiedere né dell'infanzia, né della famiglia, né dei sogni. Naturalmente lo psicanalista è Nanni Moretti.

Alla psicanalista Margherita Buy che fa risalire ogni dramma adulto al "deficit di accudimento" infantile, il papa dice di essere un attore. Riuscito a sfuggire ai suoi sorveglianti, sull'autobus, in un negozio, nell'albergo, viene a contatto con la vita, con l'umanità che non sa chi lui sia, se non lo straniero con cui comportarsi, come nei Vangeli, da buon samaritano, dandogli ciò che non chiede ma di cui ha bisogno: il bicchier d'acqua, il telefonino, un sorriso. Il teatro dove il papa in fuga ascolta Checov, si riempie a poco a poco di guardie svizzere, di cardinali venuti a riprendersi il suo papa per rinchiuderlo lontano dai credenti e dalla vita.

Questo papa senza nome e senza soglio, misterioso e umano, santo e inquieto, inafferrabile e disperato, ha il corpo greve, i gesti sperduti, il viso turbato e il cuore infranto di quell'attore magnifico che è Michel Piccoli

 “Non è un film sul Vaticano” (Che non sia un film sul Vaticano è abbastanza chiaro, nonostante sia ambientato nella Cappella Sistina e nelle stanze del palazzo papale) ha detto Nanni Moretti presentando “HabemusPapam”, e ha aggiunto: “È un film sulla difficoltà di essere all’altezza delle aspettative degli altri”.

Se poi il film si segue nelle sequenze migliori e più intense, cioè in quelle in cui è presente Michel Piccoli, il contenuto di fondo appare essere la solitudine e la vecchiaia.

Anche i cardinali sono raccontati con una simpatia affettuosa, uomini semplici che giocano a carte e a pallavolo per ingannare l’attesa. Purtroppo, appunto, questa Chiesa amichevolmente raccontata dietro le quinte del Conclave sta per finire: giacché il successore di Pietro, smarrito, rifiuta. Sotto gli abiti sacri si nasconde pur sempre un uomo, con tutte le sue paure e i suoi limiti.

martedì 15 dicembre 2015

Film: I ragazzi stanno bene

The kids are all right” parla di genitori gay, viene descritta la quotidianità dei personaggi: le genitrici, due lesbiche sposate (Annette Bening e Julianne Moore), madri di due figli avuti con l’inseminazione artificiale, sono tendenzialmente comprensive, ma, com’è costume di ogni genitore cercano di imporre un proprio modello e delle proprie idee.

La coppia è concepita classicamente sul confronto di personalità molto diverse: Nic è razionale, pragmatica, realizzata (una sorta di “uomo di casa”), Jules è idealista, avventurosa, istintiva. Insomma, questo nucleo omoparentale ricalca in tutto e per tutto quello tradizionale e gli stessi problemi che paventerà si possono proporre quali passaggi delicati che ogni struttura familiare, comunque composta. Ad esempio l’usura del legame di coppia, la difficoltosa comunicazione con figli che crescono e rivendicano indipendenza, il tradimento, le ambizioni e le frustrazioni di ciascuno.

Il canone prevede un avvicinamento di Paul, il donatore, ai due figli, ma il loro rapporto risulterà sempre distante, artificioso, puramente teorico, non traducendosi mai in un legame vero. Il distacco quindi avverrà senza traumi, in nome di un valore superiore: l’unità familiare. Anche quella tra Jules e Paul è una liason puramente chimerica poiché vissuta da ciascuno a suo modo: lei come antidoto all’incomprensione e alla mancanza di attenzioni della compagna, lui come sorta di lasciapassare verso una possibile vita familiare che ora lo attira che non ha mai fatto alcuno sforzo per ottenere.

Film indipendente premiato al Sundance Festival e ai Golden Globe.



mercoledì 25 novembre 2015

Hayao Miyazaki

 Hayao Miyazaki (Tokyo, 5 gennaio 1941)

Hayao Miyazaki
E’ un autore di fumetti, animatore, sceneggiatore, regista e produttore giapponese di anime di fama internazionale, grazie anche all'Oscar ottenuto per il film “La città incantata” nel 2003 e al Leone d'Oro alla carriera ricevuto alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia nel 2005. Fu fondatore dello Studio Ghibli insieme al suo collega e mentore Isao Takahata.

Miyazaki nacque il 5 gennaio 1941 a Tokyo. Nonostante la guerra, la sua infanzia trascorse tranquilla, grazie ad una famiglia agiata. Suo padre possedeva, infatti, una fabbrica di componenti per aerei, tra cui i famosi e temutissimi caccia "Zero". Questa influenza contribuì alla grande passione per il volo e per le macchine volanti. Durante l'adolescenza negli anni cinquanta Miyazaki, da sempre appassionato disegnatore, fu conquistato dalla scoperta dei manga e delle anime.

Nel 1971 Miyazaki, insieme ai colleghi Isao Takahata e Yoichi Kotabe, con Yasuo Ōtsuka andò a lavorare alla A Production; per questo studio, insieme a Takahata diresse alcuni episodi (7, 8, 10, 11, 13~23) della prima serie di Lupin III.

Nel 1973, Miyazaki e Takahata iniziarono la collaborazione con la Zuiyo Pictures, poi Nippon Animation, lavorando al World Masterpiece Theater, una serie animata creata ogni anno traendo spunto dai più famosi libri per bambini di tutto il mondo. Furono affidati a lui il progetto e l'organizzazione di scena in Heidi del 1974 (da un racconto svizzero); Marco del 1975 (da Dagli Appennini alle Ande, una delle storie narrate nel libro Cuore); Anna dai capelli rossi (Akage no Anne) del 1979 (Canada).

E’ del 1978 la serie animata Conan, il ragazzo del futuro, molto famosa in Italia, tratta dal romanzo per ragazzi The incredible tide di Alexander Key. Nel 1979 diresse il suo primo lungometraggio, Lupin III - Il castello di Cagliostro, il secondo tra i film dedicati a Lupin, affiancato ancora una volta da Ōtsuka e Takahata. Di Lupin III diresse ancora due episodi (145 e 155) della seconda serie tv nel 1980. Dalla RAI fu cofinanziata la serie Il fiuto di Sherlock Holmes di cui diresse i primi sei episodi nel 1982.

Il primo lungometraggio dello studio Ghibli vide la luce nel 1986: Laputa - Castello nel cielo che narrava dell'avventura di due ragazzi, sulle tracce di una misteriosa e magica isola fluttuante nel cielo, (lo spunto fu la città di Laputa, descritta da Jonathan Swift né I viaggi di Gulliver).

Nel 1988,  Miyazaki presentò Tonari no Totoro poetica favola moderna sull'incontro di due bambine con un essere magico chiamato Totoro (la cui sagoma fu poi scelta come logo dello Studio) premiata come miglior film dell'anno in Giappone. Nel 1989 con Kiki consegne a domicilio iniziarono i successi al botteghino, nel paese del Sol Levante. Nel 1992 Miyazaki portò a termine Porco Rosso, il cui titolo rimaneva in italiano anche nelle altre lingue: esso narrava le avventure di un pilota di caccia dal volto di maiale, leggenda dell'aviazione italiana all'inizio degli anni trenta.

Dopo alcuni anni di lavorazione uscì nel 1997, Principessa Mononoke  che batté ogni record di incassi in Giappone e collezionò numerosi premi. Era un film che inscenava il difficile rapporto tra l'uomo e la natura (e tra gli uomini stessi), il suo lato violento e quello armonioso, all'interno di un'atmosfera mistica popolata di dei ed era ambientato in Giappone nel Periodo Muromachi (1333-1568).

Nel 2001 usciva La città incantata che in patria e nel resto del mondo ripeté l'ormai consueto rituale di successi presso la critica e il pubblico.

Nel 2004 Miyazaki ha partecipato alla 61ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia col suo ultimo film, Il castello errante di Howl, tratto da un libro di Diana Wynne Jones. Nel 2005 è stato insignito alla 62ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia del Leone d'Oro alla carriera.

Dal 2008, con Ponyo sulla scogliera presentato in anteprima alla 65ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, lo Studio Ghibli diviene l'unico studio d'animazione giapponese ad usare tecniche di disegno tradizionali per i suoi film, volendo così contrastare l'uso della grafica computerizzata.

Regista, autore di numerosi cartoni animati e di manga (fumetti giapponesi), Hayao Miyazaki ha conosciuto con le proprie opere un enorme successo in patria, accolto con entusiasmo da pubblico e critica, ma in occidente è rimasto a lungo poco conosciuto fuori dagli ambiti specializzati.

Tra le tematiche ricorrenti dei film di Miyazaki troviamo la relazione dell'uomo con la natura, vista come contrapposizione anche feroce, ma che può ritornare ad essere armoniosa. Molto presente è la dimensione spirituale, presentando nei propri lavori creature mitiche e ultraterrene spesso prese dal pantheon della mitologia nipponica, soprattutto shintoista. Si nota anche un'attenzione particolare alla valorizzazione delle diversità culturali e delle specie, che hanno influsso notevole nella trama di Nausicaä della Valle del Vento o di Principessa Mononoke. Infine possiamo riconoscere la presenza nella maggior parte dei suoi film, di protagonisti bambini: la loro innocenza, contrapposta alla violenza degli adulti, li porta spesso ad avere il potere di riappacificare gli uomini fra di loro e con la natura.

Un'ulteriore tematica tipica a volte collegata a quella del rapporto degli uomini con la natura è quella delle maestose macchine (semoventi o simili a grandi impianti civili, talora funzionanti in base a principi magici, altre volte esemplari di futuristica tecnologia) e delle grandi organizzazioni umane viste anche esse come meccanismi che si esprimono in rapporti di lavoro o di sudditanza formalizzata. Le tematiche di Miyazaki, oltre ad essere esposte nei dialoghi e nelle azioni dei personaggi, si concretizzano anche e soprattutto in celebri immagini ricorrenti nei film di Miyazaki: il volo nei cieli blu, la contemplazione di un grande albero, l'incontro con creature antiche e possenti.

venerdì 14 agosto 2015

Biennale del Disegno 2014 - Rimini

biennale disegno rimini
Il nido delle idee

12 aprile – 8 giugno 2014
Prima edizione
Venti mostre da Parmigianino a Kentridge, da Keith Haring e Hugo Pratt, da Fellini a Gruau, trasformano Rimini nella capitale del disegno grazie ad un investimento costituito da idee e da risorse. La prima edizione della Biennale comprende venti mostre ufficiali, spazi privati e un festival dal 16 al 25 maggio 2014 con convegni, performance e video.
Krobylos un groviglio di segni. Da Parmigianino a Kentridge
FAR Fabbrica Arte Rimini
Museo della Città / Sala delle Teche
per la ricchezza, varietà e preziosità dei materiali esposti si configura come l’esposizione di punta della Biennale del Disegno di Rimini.
A cura di cura Alessandra Bigi Iotti, Marinella Paderni, Massimo Pulini, Giulio Zavatta
Organizzazione
Comune di Rimini/Musei Comunali
in collaborazione con: Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi di Firenze, Pinacoteca Comunale di Faenza, gallerie e collezionisti privati.
Ingresso libero
Guercino, Tintoretto, Beccafumi, Reni, Creti, Cecco Bravo, Taddeo Zuccari, Orsi, Cambiaso, Gandolfi, Tiepolo, Rosa, Palma il Giovane, Giani Tiarini, Canuti …
La mostra intende proporre attraverso una serie di confronti altamente suggestivi tra il disegno antico dei grandi maestri del Rinascimento e del Barocco e quello di artisti moderni e contemporanei, una visione complessa e innovativa del concetto di Disegno, ricercando, tramite assonanze formali, tecnico compositive o iconografiche, un senso più profondo e comune del mistero della linea e del disegno.
Le opere antiche – tra cui figurano i nomi di Guercino, Tintoretto, Beccafumi, Reni, Cecco Bravo, Taddeo Zuccari, Orsi, Cambiaso, Tiarini, e tanti altri – sono state selezionati dai curatori presso il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi di Firenze, la più famosa e prestigiosa raccolta di disegni al mondo, oltre che da alcune collezioni e gallerie nazionali e internazionali. Oltre a diverse opere di artisti “storici” del Novecento, quali Depero, Fontana, Vedova, Dorazio, Tancredi, Caporossi e Hartung, figura una significativa serie di opere di artisti contemporanei del calibro di Alighiero Boetti, Tony Cragg, William Kentridge, Marisa Merz, Sol LeWitt, Hermann Nitsch, Kiki Smith e molti altri. La scelta degli artisti comprende sia figure di riferimento mondiale che una serie di giovani talenti italiani come Emanuele Becheri, Chiara Camoni, Francesco Carone, Giovanni De Lazzari, Dacia Manto, Luca Trevisani.
Due mostre collaterali sono ospitate a Longiano, “Quasi un secolo di disegno nelle della Fondazione Tito Balestra” e a Santarcangelo con la esposizione di Marco Smacchia alle Rocche Malatestiane.
circuito OPEN
mostre negli spazi di case editrici, librerie, gallerie, studi di architettura e moda
Domenico Baccarini. Disegni dalla Pinacoteca di Faenza
a cura di Annamaria Bernucci
FAR Fabbrica Arte Rimini
Gianluigi Toccafondo. Cinema disegnato
a cura di Fabio Biondi
FAR Fabbrica Arte Rimini
Elio Morri (1913-1992) una retrospettiva
a cura di Giulia Palloni
Museo della Città
Aria, vuoto e assenza
disegni antichi dalla collezione Ridolfi
Museo della Città
René Gruau. Nuovo allestimento della collezione
a cura Elisa Tosi Brandi
Museo della Città
Marcello Dudovich, un ospite inedito
a cura di Giulio Zavatta
Museo della Città
Il Libro dei sogni di Federico Fellini
Museo della Città
Filippo De Pisis,  lettere ai margini
a cura di Andrea Galli
Museo della Città
Il disegno in archeologia
a cura di Marcello Cartoceti, Chiara Cesaretti, Luca Mandolesi
Museo della Città
Cantiere Disegno
40 artisti nelle stanze del contemporaneo
atelier e residenze
Museo della Città Ala Nuova
Antonio Basoli (1774-1848). Il giro intorno al mondo, dal disegno al teatro, al cinema
a cura di Eleonora Frattarolo
Castel Sismondo
Adolfo Coppedè. Un architetto nel secolo d’oro della borghesia
a cura di Tommaso Strinati
Castel Sismondo
Hugo Pratt,  il Segno dell’Avventura
a cura di Egisto Seriacopi/Cartoon Club
Castel Sismondo
Maurizio Osti, Il disegno tra invenzione e vocazione
con un testo di Claudio Cerritelli
Castel Sismondo
Nicoletta Ceccoli
a cura di Mare di Libri
Galleria dell’Immagine
Leonardo Sonnoli, Dear daddy-long-legs
Biblioteca Gambalunga / Sale Antiche
Il disegno nel cinema
rassegna di cinema d’animazione
Cineteca Comunale
Paolo Rosa disegni per Studio Azzurro
a cura di Roberto Paci Dalò e Osvalda Centurelli
Istituto Musicale Lettimi
Alluna Tavole coraniche in lingua Hausa
a cura di Gigi Pezzoli
Museo degli Sguardi
Quasi un secolo di “disegno”nelle collezioni della Fondazione Tito Balestra
Fondazione Tito Balestra
Castello Malatestiano di Longiano
Mostra permanente di corali miniati
Biblioteca Malatestiana di Cesena
Ricostruire il mondo.
L’opera di 15 artisti – la quadreria
La scrittura disegnata.
Quaderni di artsti e scrittori contemporanei, tra disegno, parola e invenzione quotidiana
MUSAS museo storico archeologico di Santarcangelo (Rimini)
Marco Smacchia. Appunti di vista (dal 16 al 25 maggio)
Mons Jovis – Le Rocche Malatestiane
Contrada dei Nobili, Santarcangelo (Rimini)
circuito OPEN
mostre e  incontri negli spazi di case editrici, librerie, gallerie d’arte, studi di architettura e moda.

Ingresso gratuito, tranne che per le mostre a Castel Sismondo.

giovedì 13 agosto 2015

Woody Allen film: Alice



ALICE (Alice )
di Woody Allen
Produzione: U.S.A.
1990   
Genere: Drammatico
durata: 106'
Interpreti: Mia Farrow, William Hurt, Joe Mantegna, Cybill Shepherd



Una signora dell’ottima borghesia di New York, Alice, ha una vita da sogno: una bella casa, un affascinante marito, due bambini.  L’unico inconveniente è che è afflitta da strani dolori alla schiena che nessun medico è in grado di curare. Si rivolge in un ultimo estremo tentativo ad un dottore cinese un po’ spacciatore, un po’ mago, che arriverà a donarle non la salute, ma il coraggio di ridisegnare il profilo della sua vita, mentre l’incontro con il genitore di un compagno di scuola dei suoi bambini da cui, chissà poi perché, si sente attratta risveglia in lei strani pensieri.

E’ il corpo in Alice, attraverso il dolore alla schiena, a manifestare quel disagio che la sua vita che causa ma che non riesce a comprendere.

Grandissimo come sceneggiatore, Allen non è in grado di maneggiare i trucchi e gli effetti speciali, più efficaci sono le scene liriche mentre il finale è banale e semplicistico.

Cast sublime.

martedì 11 agosto 2015

Filmografia Woody Allen

Filmografia

 What's Up, Tiger Lily?) (1966)
007 Casinò Royale
Ciao Pussycat

•       Prendi i soldi e scappa (Take the Money and Run) (1969)
•       Il dittatore dello stato libero di Bananas (Bananas) (1971)
•       Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso* (*ma non avete mai osato chiedere) (Everything You Always Wanted to Know About Sex* (*But Were Afraid to Ask)) (1972)
•       Il dormiglione (Sleeper) (1973)
•       Amore e guerra (Love and Death) (1975)
•       Io e Annie (Annie Hall) (1977)



•       Interiors (1978)
•       Manhattan (1979)
•       Stardust Memories (1980)
•       Una commedia sexy in una notte di mezza estate (A Midsummer Night's Sex Comedy) (1982)
•       Zelig (1983)



•       Broadway Danny Rose (1984)
•       La rosa purpurea del Cairo (The Purple Rose of Cairo) (1985)
•       Hannah e le sue sorelle (Hannah and Her Sisters) (1986)
•       Radio Days (1987)
•       Settembre (September) (1987)
•       Un'altra donna (Another Woman) (1988)
•       New York Stories, episodio Edipo relitto (Oedipus Wrecks) (1989)
•       Crimini e misfatti (Crimes and Misdemeanors) (1989)



•       Alice (1990)
•       Ombre e nebbia (Shadows and Fog) (1991)
•       Mariti e mogli (Husbands and Wives) (1992)
•       Misterioso omicidio a Manhattan (Manhattan Murder Mystery) (1993)
•       Pallottole su Broadway (Bullets Over Broadway) (1994)
•       La dea dell'amore (Mighty Aphrodite) (1995)
•       Tutti dicono I Love You (Everyone Says I Love You) (1996)
•       Harry a pezzi (Deconstructing Harry) (1997)
•       Celebrity (1998)




•       Accordi e disaccordi (Sweet and Lowdown) (1999)
•       Criminali da strapazzo (Small Time Crooks) (2000)
•       La maledizione dello scorpione di giada (The Curse of the Jade Scorpion) (2001)
•       Hollywood Ending (2002)
•       Anything Else (2003)






•       Melinda e Melinda (Melinda and Melinda) (2004)
•       Match Point (2005)
•       Scoop (2006)
•       Sogni e delitti (Cassandra's Dream) (2007)
•       Vicky Cristina Barcelona (2008)
•       Basta che funzioni (Whatever Works) (2009)
•       Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni (You Will Meet a Tall Dark Stranger) (2010)
•       Midnight in Paris (2011)
•       To Rome with Love (2012)
•       Blue Jasmine (2013)
•       Magic in the Moonlight (2014)
•       Irrational Man (2015)

martedì 4 agosto 2015

Woody Allen e le ragioni per vivere

Ike(parlando al registratore)    
Beh, devo essere ottimista. Va bene, dunque, perché vale la pena di vivere? Ecco un’ottima domanda. Beh, esistono al mondo alcune cose, credo, per cui valga la pena di vivere. E cosa? Ok. Per me... io direi... per Groucho Marx tanto per dirne una, e Willie Mays e... il secondo movimento della sinfonia Jupiter... Louis Armstrong, l'incisione Potatoehea Vlues... i film svedesi naturalmente... L’educazione sentimentale di Flaubert... Marlon Brando, Frank Sinatra, quelle incredibili... mele e pere di Cézanne, i granchi di Sam Wo, il viso di Tracey.

venerdì 31 luglio 2015

A Woody Allen film: Melinda e Melinda






Melinda e Melinda – un personaggio doppio per Woody Allen
Spiritoso e malinconico, triste e divertente, incantevole e melodioso, amaro e gioioso, Melinda e Melinda di Woody Allen conferma la gran bravura del regista.

Una sera a cena a New York, alcuni autori di teatro discutono con i loro amici intorno ad un interrogativo: la vita è commedia o tragedia?








Per rendere meno astratto il discorso inventano un personaggio, una ragazza di nome Melinda, e la conducono lungo due percorsi distinti ma paralleli. Una giovane coppia di Manhattan organizza una piccola festa tra amici. D'improvviso si presenta alla porta di casa Melinda, che non sta per niente bene e che si mette subito a raccontare i propri problemi. Tutti le offrono solidarietà e la coppia decide di prenderla sotto la propria ala protettrice. Incomincia così la doppia storia di Melinda e Melinda con i due incipit, uno drammatico e l'altro comico. La sua vita si intreccia con quella della coppia portando a galla, con il suo carico di problemi e sentimenti, un paesaggio interiore fatto di meschinità, bugie, segreti, fragilità ed incomprensioni.



La prima è formata da un giovane, bello ma sfortunato attore di teatro sposato con una ragazza viziata e spendacciona; l'altra é quella formata da una giovane aiuto regista molto ambiziosa e pronta a tutto pur di sfondare nel mondo del cinema, sposata ad un imbranatissimo attore (quest’ultimo interpretato da un irresistibile Colin Ferrell, ci regala una serie di battute e di gags degne del miglior repertorio del regista newyorkese). Tutto il gruppo degli interpreti è accomunato e amalgamato da un fitto chiacchiericcio, da un sovrapporsi di frasi, risate, battute, esclamazioni così tipico del nostro tempo ma anche così privo di significato.

La vicenda si svolge a New York luogo dell'anima di Woody Allen: Manhattan, Soho, Greenwich Village, Upper East Side, Central Park. I personaggi camminano per strade alberate, chiacchierano in cafés e bistros alla francese a lume di candela, fanno feste con gli ospiti seduti sulle scale del salotto a chiacchierare.
La luce di questo paesaggio è dorata ed autunnale con
colori ruggine, bruno, marrone, nocciola, color castagna.

Quale è la conclusione a cui si giunge. La vita è comica o tragica? Tutt'e due, naturalmente.

Perché le cose che cominciano con tante promesse chissà come... vanno a finire nella spazzatura? Non per tutti.. per chiunque abbia una immaginazione... la vita è abbastanza gestibile se tieni basse le tue speranze... il momento in cui ti concedi dei bei sogni... corri il rischio che poi ti crollino addosso, credimi... (Ellis)



Le disavventure portano a Melinda l’infelicità e la disperazione; le peripezie della fortuna riservano a Melinda l’amore. Ogni aspetto tragico della vita ha sempre i suoi risvolti comici e paradossali e viceversa, sostiene l’autore ma io nella vita di Melinda vedo solo dolore e sfortuna, sembra predestinata alla distruzione.

« "Sono cose che succedono. La vita è un pasticcio" ».

A Woody Allen film: Anything Else




Good morning my dear,

Jerry Falk è uno scrittore comico fervidamente dedicato alle sue sedute psicanalitiche. Il sesso va male perché Amanda, la sua ragazza, fa la difficile. In più, sta tradendo Jerry con il suo insegnante di recitazione, Jerry ottiene prova del tradimento quando, sollecitato da Dobel (Woody Allen), pedina Amanda. Jerry e Amanda litigano quando lui si rifiuta di provare la cocaina.






Jerry ha scelto New York invece di Los Angeles, la psicanalisi piuttosto che la vita, rivolge monologhi direttamente alla macchina da presa e pensa in flashback.
Dobel è una parodia di se stesso, tolta l’ossessione con Freud. Inoltre, è uno di quei tipi che vagano per Central Park col kit di sopravvivenza nello zaino, balbettando contro l’antisemitismo. Felicissima di scoprire che Jerry abbia trovato un lavoro che lo terrà lontano da lei, Amanda gli offre i suoi più sinceri complimenti, e aggiunge “Fai benissimo ad andarci! Un sacco di incapaci che non esistevano a New York sono diventati dei miliardari quando si sono trasferiti a Los Angeles!”. Lui la guarda confuso. Ma nonostante il momentaneo turbamento partirà.



Avendo appreso tutto ciò che poteva da Dobel, avendo accettato infine tutti i suoi consigli (fai un taglio netto: lascia questa ragazzina fatale; questo psicoterapeuta che non parla mai; questo manager che fa più male che bene…), un rimodellato ed estasiato Jerry s’incammina verso il tramonto.



E Dobel, da vero maestro zen si ritira nell’oscurità.

A Woody Allen film: Hollywood Ending

Good morning, my dear
torno a parlare del mio mio regista preferito e di un suo vecchio film.
Molto carino e divertente, per passare un ora piacevole.

Hollywood Ending - Woody Allen e la cecità psicosomatica

Da molti anni, il pluripremiato premio Oscar Val Waxman (Woody Allen) non riesce a dirigere un film: il suo pessimo carattere, le sue bizzarre richiesta e la sua ipocondria la hanno ridotto a filmare spot pubblicitari, l’ultimo dei quali lo sta girando in Canada.
Questo è davvero un grave spreco perché nessun registra sa raccontare come lui la città di New York. Ed è questo che pensa la sua ex moglie, la produttrice Ellie, che è convinta che egli sia in grado di dirigere il film che la società del suo attuale fidanzato si prepara a realizzare allo stratosferico costo di 60 milioni di dollari.
"Potrebbe farlo ad occhi chiusi", dice Ellie, parlando del suo ex marito (senza sapere di fare una dichiarazione profetica) e tanto insiste che la spunta: riesce ad ottenere il lavoro per Val, ma lo stress è talmente alto che la sera prima dell'inizio delle riprese lui si ritrova vittima di una malattia psicosomatica: è completamento cieco. Val non può permettersi di rinunciare a tale opportunità e così va ugualmente sul set senza vedere niente, con il solo aiuto di qualcuno che può vedere al posto suo, raccontargli quello che succede e seguire le sue istruzioni. La comicità che si concentra soprattutto nella prima parte dello spettacolo, quando il ritmo sembra quello dei primi film di Woody Allen, con il registra alle prese maldestramente con gli oggetti. Poi le gags calano e i dialoghi diventano più serie e Allen ne approfitta per raccontarci il mondo di Hollywood e i suoi problemi come padre, di un figlio ribelle, forse la vera causa dei suoi disturbi psicosomatici.


Allen aveva già affrontato il tema delle malattie psicosomatiche in "Harry a pezzi", con il povero Robin Williams, attore fuori fuoco, ma ne parleremo poi.

Particolarmente piacevoli sono le figure degli executives hollywoodiani, interpretati da Treat Williams e George Hamilton entrambi perfettamente in parte.

Un caro saluto.

Woody Allen film: Scoop

Scoop - un nuovo film di Woody Allen

My sweet come va? HOW ARE YOU?

Joe Strombel era un indomito giornalista inglese sempre in caccia di notizie bomba, oramai nell’aldilà, incontra una giovane segretaria appena defunta e pronta a rivelargli importanti notizie sulle cause della sua morte e sulla gesta di un serial killer.

Il “killer dei tarocchi”, che, come Jack The ripper, uccide prostitute e semina il terrore nella capitale londinese, sarebbe il miliardario Peter Lyman (Hugh Jackman). È un scoop irripetibile per qualsiasi giornalista, anche per un giornalista come lui ormai defunto. Che fare?

Contemporaneamente, sulla terra, il maturo, goffo ma simpatico illusionista Sid Waterman (Woody Allen) – in arte "Splendini", nome più “esotico” per i londinesi – sta facendo un gioco di prestigio con Sondra (Scarlett Johansson), una giovane studentessa americana di giornalismo di passaggio nella capitale inglese. Proprio durante l’esperimento magico, Strombel si manifesta a Sondra, svelandole l’identità dell’assassino dei tarocchi.

Da subito, affascinata dalla possibilità dello scoop, la studentessa si tuffa anima e corpo nella rischiosa impresa di smascherare il serial-killer, coinvolgendo il malcapitato mago Splendini, che presenta come suo padre.

La ragazza non solo riesce ad avvicinare il miliardario, ma lo fa anche innamorare; innamorandosi però a sua volta. Tra situazioni buffe, equivoci e paradossi si arriva all’epilogo.

La trama è molto semplice e come sempre nei film di Woody a farla da padrone sono le battute.

Tra le migliori: «Come nascita sono di confessione ebraica, poi mi sono convertito al narcisismo», oppure «Il bicchiere lo vedo mezzo pieno, ma di veleno». Simpatico è anche il fatto che il personaggio di Allen ripete sempre le stesse frasi quando si trova di fronte a qualcuno durante uno dei suoi trucchi di magia. 



Molto piacevoli le citazioni: dalla immagine molto bergmaniana della morte che accompagna le anime dei trapassati, alla cantina di un noto film di Hitchcock, fino al protagonista Peter, affascinante e carismatico ma ambiguo come certi personaggi interpretati da Cary Grant.

In una scena Sondra e Peter confessano le rispettive bugie, qualche scena dopo dimostrano entrambi di non essere stati realmente sinceri nella confessione.
I fatti dimostreranno che hanno volutamente tenuto nascosto qualcosa l’uno all’altro fino all’ultimo.

C’è un Woody Allen leggero e ottimista in questo film.

mercoledì 22 luglio 2015

La pittura impressionista: Manet

Manet è il pre-impressionista che, con il quadro "Colazione sull'erba" ha scandalizzato l'intera Francia di inizio ‘800. Per non parlare della sua opera "Olimpya", la prostituta ritratta nella posa che ricorda la “Venere di Urbino" di Tiziano. In Manet si vede ancora un forte attaccamento alla tradizione accademica nell'uso del colore e delle pennellate, ma la marcata presenza di chiaroscuri e le particolarità espressive del volto preannunciano la sua ascesa come pittore impressionista a tutti gli effetti.



Manet voleva l'arte come mezzo per scandagliare la psicologia umana usava quindi la pittura per criticare ironicamente la borghesia, per staccarsi dagli schemi. Monet invece è alla ricerca di un arte vera, che deve cogliere la luce: è la luce che, colpendo gli oggetti, gli fa assumere tutte le sue forme e sfumature (La ricerca della luce è il concetto principale della corrente impressionista).


E’ una pittura quella di Monet in cui la natura svela i suoi segreti e infiniti giochi di chiaroscuro, è un arte che, tramite veloci pennellate, vuole cogliere l'attimo fuggente come in una foto.

domenica 19 luglio 2015

Woody Allen film: Blue Jasmine




Blue Jasmine ovvero il film perfetto, il capolavoro di Woody Allen che puntualmente arriva dopo alcuni film non perfettamente riusciti. 
Il regista newyorkese ha creato un personaggio femminile perfetto per la sua attrice protagonista, un ruolo che le consentisse di mostrare la sua bravura e la perfezione raggiunta nell’arte del recitare.



Jasmine si presenta da subito, il suo monologo iniziale che sembra un semplice racconto diventa poi straziante quando alla fine sulla panchina lei lo reinterpreta e allora capiamo la vera portata di quel suo racconto. Jasmine è superficiale, vendicativa, esigente, non vuole responsabilità o impegni ma solo essere viziata ed amata. Pettegolezzi, shopping compulsivo, forma fisica erano il suo mondo.





La sua opera, i dialoghi sono perfetti, le location tutte ad hoc, i vestiti rappresentano perfettamente i vari personaggi.







Woody Allen attore: Gigolò per caso



Nel suo ultimo film lo troviamo solo nelle vesti di attore per la regia di John Turturro di una commedia agrodolce. Due amici si trovano a causa della crisi economica di questo decennio, in gravi condizioni economiche, così decidono di risolvere i loro problemi facendo gli accompagnatori per ricche donne newyorkesi nel film "Gigolò per caso" (Fading Gigolo').





O meglio, sarà John Turturro ad assumersi questo impegno, mentre Woody Allen, nelle vesti di Murray, proprietario di un negozio di libri, dovrà occuparsi della parte promozionale ed economica. 





I due amici incominciano a svolgere questo lavoro molto seriamente, sotto gli sguardi sorpresi e attenti della comunità che li circonda. I personaggi femminili sono tre: Sharon Stone (la dottoressa Parker), Sofia Vergara (la ricca Selima) e Vanessa Paradis (la vedova Amidal

Era dai tempi di "Ho solo fatto a pezzi mia moglie (PIcking up the Pièce) che Allen non recitava con un altro regista.


Woody Allen film: Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni

"You Will Meet a Tall Dark Stranger" è un film del 2010 scritto e diretto da Woody Allen.


Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni è il quarto film del regista girato a Londra, dopo Match Point (2005), Scoop (2006) e Sogni e delitti (2007). Protagonisti del film sono: paura di invecchiare, solitudine, l'infelicità della coppia quando non c'è più amore. E' così tutti a darsi da fare, muoversi avanti e indietro per cercare amore citando uno Shakespeare nichilista, secondo cui la vita è piena di rumore e furore, e senza alcun significato ("full of sound and fury, signifying nothing").






"La gente si rifugia nelle persone che offrono loro soluzioni magiche" (e nella lista Allen include tanto i fortune tellers quanto i rabbini e i preti) perché a volte le soluzioni magiche sono meglio delle medicine. L'unica via di fuga è la magia." Di solito le cartomanti quando annunciano che si farà un bell'incontro sono solite dire: incontrerai uno straniero alto e bruno. E' in questo film si parla di cartomanti e di stranieri. Le coppie in crisi sono quelle formate da Alfie e Helena, e quella dalla figlia Sally e da suo marito Roy.






Alfie insegue la giovinezza, è un uomo che vuole sconfiggere la vecchiaia e la morte, nel tentativo di ritrovare gli anni perduti sposa un’avvenente ragazza squillo interessata al suo portafogli.

Nel frattempo l’ex moglie Helena, dopo un tentativo di suicidio intercettato a tempo debito, finisce nelle grinfie di una fattucchiera, che le promette un incontro fatale con uno sconosciuto alto e bruno con cui condividere gli ultimi palpiti e l’illusione di una prossima vita.

La coppia formata dalla figlia Sally e da suo marito Roy entra in crisi quando Sally si prende una cotta per il suo capo, Greg, mentre il marito resta folgorato da Dia che vede nell'appartamento di fronte. Roy e uno scrittore che attende con ansia una risposta dalla sua casa editrice, l'unica soluzione per non confessarsi fallito a se stesso e agli altri sta nel compiere un'azione indegna per la quale verrà forse punito. 







Nonostante i tentativi fatti dai protagonisti per eludere i rispettivi problemi attraverso sogni ad occhi aperti e piani impossibili, i loro sforzi produrranno solo crepacuore e irrazionalità. coppie che si sfaldano e si compongono, soffrono, amano, lottano, si illudono nell'attesa di uno sconosciuto alto e bruno. 



E' un Allen amaro, senza il solito gusto per la battuta, poco sarcastico. Il confine tra la farsa e la tragedia è quanto mai sottile, soprattutto nella scena in cui Naomi Watts chiede alla madre, Gemma Jones, un prestito, e quest'ultima lo rifiuta ripetendo caparbia e disperata le parole della maga che ha preso le redini della sua vita.