Good morning, my deartorno a parlare del mio mio regista preferito e di un suo vecchio film.
Molto carino e divertente, per passare un ora piacevole.
Hollywood Ending - Woody Allen e la cecità psicosomatica
Da molti anni, il pluripremiato premio Oscar Val Waxman (Woody Allen) non riesce a dirigere un film: il suo pessimo carattere, le sue bizzarre richiesta e la sua ipocondria la hanno ridotto a filmare spot pubblicitari, l’ultimo dei quali lo sta girando in Canada.
Questo è davvero un grave spreco perché nessun registra sa raccontare come lui la città di New York. Ed è questo che pensa la sua ex moglie, la produttrice Ellie, che
è convinta che egli sia in grado di dirigere il film che la società del suo attuale fidanzato si prepara a realizzare allo stratosferico costo di 60 milioni di dollari.
"Potrebbe farlo ad occhi chiusi", dice Ellie, parlando del suo ex marito (senza sapere di fare una dichiarazione profetica) e tanto insiste che la spunta: riesce ad ottenere il lavoro per Val, ma lo stress è talmente alto che la sera prima dell'inizio delle riprese lui si ritrova vittima di una malattia psicosomatica: è completamento cieco. Val non può permettersi di rinunciare a tale opportunità e così va ugualmente sul set senza vedere niente, con il solo aiuto di qualcuno che può vedere al posto suo, raccontargli quello che succede e seguire le sue istruzioni. La comicità che si concentra soprattutto nella prima parte dello spettacolo, quando il ritmo sembra quello dei primi film di Woody Allen, con il registra alle prese maldestramente con gli oggetti. Poi le gags calano e i dialoghi diventano più serie e Allen ne approfitta per raccontarci il mondo di Hollywood e i suoi problemi come padre, di un figlio ribelle, forse la vera causa dei suoi disturbi psicosomatici.
Da molti anni, il pluripremiato premio Oscar Val Waxman (Woody Allen) non riesce a dirigere un film: il suo pessimo carattere, le sue bizzarre richiesta e la sua ipocondria la hanno ridotto a filmare spot pubblicitari, l’ultimo dei quali lo sta girando in Canada.
Questo è davvero un grave spreco perché nessun registra sa raccontare come lui la città di New York. Ed è questo che pensa la sua ex moglie, la produttrice Ellie, che
è convinta che egli sia in grado di dirigere il film che la società del suo attuale fidanzato si prepara a realizzare allo stratosferico costo di 60 milioni di dollari."Potrebbe farlo ad occhi chiusi", dice Ellie, parlando del suo ex marito (senza sapere di fare una dichiarazione profetica) e tanto insiste che la spunta: riesce ad ottenere il lavoro per Val, ma lo stress è talmente alto che la sera prima dell'inizio delle riprese lui si ritrova vittima di una malattia psicosomatica: è completamento cieco. Val non può permettersi di rinunciare a tale opportunità e così va ugualmente sul set senza vedere niente, con il solo aiuto di qualcuno che può vedere al posto suo, raccontargli quello che succede e seguire le sue istruzioni. La comicità che si concentra soprattutto nella prima parte dello spettacolo, quando il ritmo sembra quello dei primi film di Woody Allen, con il registra alle prese maldestramente con gli oggetti. Poi le gags calano e i dialoghi diventano più serie e Allen ne approfitta per raccontarci il mondo di Hollywood e i suoi problemi come padre, di un figlio ribelle, forse la vera causa dei suoi disturbi psicosomatici.
Allen aveva già affrontato il tema delle malattie psicosomatiche in "Harry a pezzi", con il povero Robin Williams, attore fuori fuoco, ma ne parleremo poi.
Particolarmente piacevoli sono le figure degli executives hollywoodiani, interpretati da Treat Williams e George Hamilton entrambi perfettamente in parte.
Un caro saluto.