Nel film Sogni e Delitti Woody Allen continua la sua analisi dell'animo umano, nel suo lato più oscuro, nel momento in cui viene commesso un crimine, il lato oscuro della natura umana: intrighi, slealtà, tradimenti e assassini. La storia della discesa agli inferi di due fratelli si svolge nella Londra dei nostri giorni.
Il protagonista del precedente film in cui Allen aveva già affrontato questo argomento, Crimini e misfatti, vuole conservare la sua posizione di prestigio nell’ambiente familiare e sociale, il suo benessere e la ricchezza, per fare ciò commette un delitto.

Il protagonista, Judah Rosenthal, viene appena sfiorato dalla colpa e dal rimorso, pur essendo consapevole del valore della vita umana, decide di commissionare ugualmente l’omicidio dell’amante che lo ricatta. Dopo qualche mese dal delitto riprende la sua vita normale, messi a tacere i propri sensi di colpa (il rapporto dell’individuo con la colpa altro non è che il rapporto dell’individuo con la sua coscienza). Non esiste neanche pentimento per Judah Rosenthal in una società senza Dio dove il male trionfa impunito. Ben, il rabbino suo amico e paziente dice: “Si, lo so. La differenza fondamentale è nella vostra visione del mondo. Per te è duro, privo di valori e spietato… io invece non potrei continuare a vivere se non fossi convinto dell’esistenza di un ordine morale e … del perdono. E una sorta di potere supremo. Altrimenti ci manca una base per vivere. E ti conosco abbastanza per sapere che anche in te c’è una scintilla di tutto ciò”.
I due protagonisti del film Sogni e Delitti, Ian (Ewan McGregor) e Terry (Colin Farrell) hanno scelto di compiere un delitto. Per ragioni d’interesse decidono di aiutare un ricco zio in momentanee difficoltà, il parente promette loro ricchezza in cambio dell’assassinio di un suo ex socio. I due giovani, per vincoli di sangue e di riconoscenza, nel nome della famiglia, accettano. Non c’è odio nell’animo dei due fratelli ne responsabilità morale.
Non c’è niente del Raskolnikov di Delitto e castigo in Ian e Terry. Sono uguali a tanti i due fratelli, per loro il delitto non esiste, l’uomo ucciso non appartiene alla famiglia è un estraneo. “Del resto”, dice Ian, “in guerra non si uccidono gli estranei? E non è solo la famiglia quella che conta?”.
E la speranza? Non esiste speranza, non più nei film di Woody Allen, non esisteva in Crimini e misfatti e in Match Point. Dice il padre di Ian e Terry: “Le sole barche che entrano in porto hanno le vele nere”.
E il castigo? Non è previsto il castigo per il loro delitto ma uno dei due fratelli che è più complesso e sofferente (Ian), incomincia a pensare a ciò che ha fatto. Il delitto resta impunito secondo la teoria del regista che il crimine purtroppo paga e continua a pagare molto bene.

Del film io preferisco il titolo originale e penso che sia in linea con il film Match Point, ma molto lontano dagli iniziali film di Woody Allen e che io preferisco, ricchi di battute ironiche e surreali. Come nel film citato il regista rifletta sull’uomo e sul suo desiderio di ricchezza e potere, per i quali è disposto a pagare qualsiasi prezzo, arrivando anche al delitto.
Un nuovo film in piena visione dostoevskiana, delitto e castigo quindi, ma se possibile ancora più cupo e nero nella sua conclusione, di Match Point.
Ian (Ewan McGregor) e Terry (Colin Farrell) sono due fratelli di origine proletaria. Il primo aiuta il padre al ristorante e coltiva sogni di ascesa sociale, il primo fa il meccanico, ha il vizio del gioco e una attrazione per il whisky. Quando il ricco zio Howard (Tom Wilkinson), trasferito in Cina per affari li va trovare i due gli chiedono un prestito. Lo zio si rivela disponibile ad aiutarli a risolvere i loro problemi economici, uno ha debiti di gioco e l’altro desidera trasferirsi a Los Angeles con una sensuale e volubile attrice che ha conosciuto.
Pone però una pesante condizione, i nipoti dovrebbero un uccidere un suo nemico.
Allen crea una forte suspance: si sta con il fiato sospeso ma non per la vittima predestinato ma per la paura che gli assassini vengano scoperti a causa della loro goffaggine ed inesperienza.
No, non vi preoccupate, non vi racconto come va a finire, non voglio rovinarvi la sorpresa.

