
Il protagonista, uno sceneggiatore americano che vorrebbe diventare un vero scrittore abbandonando gli script prefabbricati del cinema hollywoodiano, si trova nel leggendario salotto di Gertrud "Gert" Stein tra Hemingway e Picasso, allo scoccare della mezzanotte. Si nnamora di Adriana, la bellissima amante di Modigliani e Braque e regala a un Bunuel piuttosto indifferente l'idea per uno dei suoi futuri capolavori, L'angelo sterminatore. Quello di Allen è un sogno che si traduce in un film lieve e favolistico.
Nel film di Woody Allen “Midnight in Paris” accade di tutto: si incontrano Francis Scott Fitzgerald, Dalì, Picasso, Hemingway, Bunuel, Gertrude Stein o magari Toulouse Lautrec, Degas e Gauguin. Il regista ha legato il film al titolo, è partito da midnight, mezzanotte a Parigi cosa c'è di più fantastico?, che è diventato il cuore del film, tutto accade al protagonista a quell'ora.
Unica critica: Una Parigi troppo da cartolina?

Spiega Allen: “Quella città è nel mio cuore da sempre, sin dal '65 quando ci sono stato per la prima volta. Quello che si vede nel film non so se è clichè, certamente è una visione soggettiva, non realistica, sono le mie emozioni per quella città che adoro, specie quando è sotto la pioggia".

Poi il ruolo di Carlà, presente per soli due minuti sullo schermo: "E' carismatica, piena di grazia, amorevole, perfetta nel piccolo ruolo che ha svolto benissimo, nessuna diplomazia politica né avvocati si sono messi di mezzo e lei era ben felice di fare il suo lavoro davanti la telecamera", ripete per la millesima volta il regista.
