domenica 19 luglio 2015

Woody Allen film: Basta che funzioni


Regia: Woody Allen
Sceneggiatura: Woody Allen
Fotografia: Harris Savides
Montaggio: Alisa Lepselter
Interpreti: Larry David, Evan Rachel Wood
Produzione: Sony Pictures
Distribuzione: Medusa Film
Nazione: Usa - Francia
Anno: 2009
Durata: 92'

Il nuovo film di Woody Allen dal titolo “Basta che funzioni” è uscito nelle sale il giorno 18 settembre 2009 per Medusa, ma il regista newyorkese che ha già completato un altro film girato a Londra, con un gran cast e una storia drammatica e ironica, è nuovamente al lavoro. 



Woody Allen, come ha dichiarato nelle interviste, ha ripreso una vecchia sceneggiatura di almeno trenta anni fa e pur non interpretandola realizza un classico, come i vecchi film Prendi i soldi e scappa e Io e Annie. Troppo anziano di almeno dieci anni per questo ruolo, ha alle spalle una lunga carriera iniziata nel 1966 con il film Che fai, rubi? e ha compiuto ben 74 anni, è egregiamente sostituito dall’attore Larry David.

Una delle battute più divertenti del film riassume il pensiero del regista: “Come ci si può fidare del genere umano se hanno dovuto inventare le toelette autoigienizzanti perché chi usa il bagno non tira la catena?”

I protagonista del film sono Larry David, il prof. Boris, e la timida e suggestionabile ragazza del sud fuggita da casa. Lui è un eccentrico newyorkese, ebreo miscredente, misantropo, epicureo, con istinti suicidi e la tendenza alla predica, lei una timida e suggestionabile ragazza del sud fuggita da casa. La storia si svolge a New York anche se come si legge in un’intervista Woody Allen ama la città che ha visto nei vecchi film hollywoodiani in bianco e nero degli anni ’50, quelli con i telefoni bianchi, le donne avvolte con cappe d’ermellino, Manhattan come un’isola felice che non esiste più, se mai è esistita. I registi che conoscono la città sono Martin Scorsese e Spike Lee, lui conosce solo Brooklyn dove è nato e cresciuto.

Amore: finchè nessuno si fa del male va tutto bene, bisogna stare attenti a non avere conseguenze sulle vite degli altri.

Lavoro: ama il lavoro che fa e che ha sempre fatto, non lo ritiene un lavoro duro, è ben pagato e lascia un sacco di tempo libero, può suonare la musica jazz, scrivere per le riviste, avere una famiglia. Esperienza: si impara poco dal passato, l’esperienza contribuisce solo per il 10% quando si realizza un lavoro, il resto è talento, o ce l’hai o non ce l’hai. Le esperienze di vita possono incidono sulla sensibilità.

Cinema: gli piacciono i film seriosi o spettacolari, non quelli realizzati per una giusta causa o un nobile scopo, intellettuali e impegnati ma noiosi. Dei film italiani gli è piaciuto il recente Gomorra, con una bella regia e una storia affascinante. Ma anche quelli di Fellini o Bergman, grandi intrattenitori non noiosi. Regia: il regista è un intrattenitore. Lui la pensa politicamente come Michael Moore, ha fiducia nel presidente americano Obama e ritiene possa fare grandi cose per il paese se non viene boicottato da nemici o amici, ma ritiene che il cinema non possa cambiare la società, la gente o la storia. Il cinema è solo intrattenimento. Nuovi film: lui prima ha l’idea della storia e poi pensa al cast, l’attore giusto per quella storia può essere famoso oppure no. Ad esempio vorrebbe lavorare con Carla Bruni, e se gli venisse in mente la storia giusta potrebbe anche offrirgli una parte in un film. Le sue battute a raffica sono fulminanti, il suo umorismo sardonico alla Groucho Marx, che costituisce il suo marchio di fabbrica, spazia dall’amore al sesso, dalla religione ai tabù alla psicanalisi.

Avanti allora con le battute: “La gente rende la vita peggiore di quello che è”.
Morale del film: dalla misantropia si arriva all’accettazione della vita in tutta la sua imprevedibilità.