martedì 12 agosto 2014

Arte: Andy Warhol

Andy Warhol disse: Nel futuro ognuno sarà famoso per quindici minuti.
Siamo andati, Marco ed io, a visitare a San Marino la mostra di uno dei maggiori esponenti della “Pop art”: ANDY WARHOL. La mostra, gratuita, è stata realizzata da domenica 2 agosto fino a domenica 13 settembre 2009, presso il Palazzo S.U.M.S., in via Piana, vicino alla porta d’ingresso della città. Tutte le opere facevano parte della Collezione Rosini Gutman.
Biografia di Andy Warhol
Andy Warhol (vero nome Andrew Warhola) è nato a Forest City in Pennsylvania, Stati Uniti d’America, il 6 agosto del 1928 ed è morto a New York il 22 febbraio 1987, alle 5.45 del mattino, a seguito di un intervento chirurgico. D’origine europea era figlio d’immigrati slovacchi d’etnia Rutena. Si era laureato nel 1949 al Carnegie Institute of Technology (CIT) dove aveva studiato arte pubblicitaria. Trasferitosi a New York aveva incominciato la carriera artistica lavorando per le riviste Vogue", "Harper's Bazar" e "Glamour", affermandosi nel mondo della pubblicità. Nel 1952 aveva realizzato la prima personale all’Hugo Gallery di New York ed aveva esposto i suoi disegni alla Bodley Gallery e presentato le sue Golden Shoes in Madison Avenue. Il 3 giugno 1968, un'artista frequentatrice della Factory, Valerie Solanas, sparò ad Andy Warhol e al suo compagno di allora Mario Amaya, entrambi si salvarono ma Andy Warhol riportò gravi ferite e rischiò la vita. Nel 1969 aveva dato vita alla rivista "Interview", che nata come strumento di riflessione sul cinema aveva fino con l’ampliare i suoi temi alla moda, all’arte, alla cultura e alla vita mondana. A partire da questa data, fino al 1972, realizzo solo ritratti. Come scrittore ha pubblicato il romanzo "A: a novel" e la sua biografia dal titolo "La filosofia d’Andy Warhol (Dalla A alla B e ritorno)", pubblicata nel 1975. Intanto esponeva le sue opere a Stoccarda, Düsseldorf, Monaco, Berlino e Vienna. Nel 1972 riprese a realizzare i suoi ritratti mentre nel 1980 diventò il produttore della tv via cavo “Andy Warhol’s TV”. Espose anche al Moderna Museet di Stoccolma. Nel 1979 il Whitney Museum di New York organizzò una mostra dei suoi dipinti intitolata "Andy Warhol: Portraits of the 70s". Nel 1982 fu presente alla Documenta 5 di Kassel e nel 1983 espose al Cleveland Museum of Natural History. Gli fu commissionata la realizzazione del poster celebrativo del centenario del Ponte di Brooklyn. Nel 1986 si dedicò ai ritratti di Lenin e ad alcuni autoritratti. Realizzò anche alcune opere con Francesco Clemente e Jean-Michel Basquiat. Dopo la sua morte, nella primavera del 1988, tutti gli oggetti di sua proprietà furono venduti all'asta da Sotheby's per finanziare la “Andy Warhol Foundation for the Visual Arts”. Nel 1989 il Museum of Modern Art di New York lo omaggiò con una imponente retrospettiva mentre i musicisti Lou Reed e John Cale – membri del gruppo Velvet Underground – realizzarono nel 1990 un concept album in suo onore dal titolo Songs for Drella.

La Pop art
Il termine, abbreviazione di “Popular Art”, fu coniato nel 1955 da due studiosi inglesi, Lesile Fiedler e Reyner Banham, per indicare tutte le forme visive e auditive collegate al mondo dei mass-media, ovvero la televisione, il cinema, la moda, i manifesti pubblicitari. Si trattava d’opere che si mantenevano ad un livello distinto dall’arte “colta” avendo preso il posto delle immagini popolari di un tempo legate alla rappresentazione del mondo contadino, dell’artigianato e delle tradizioni locali. Il termine però aveva cambiato significato quando agli inizi degli anni Sessanta il critico americano Alloway lo aveva adottato come sigla di un movimento d’avanguardia che si dedicava alla trascrizione pittorica del repertorio d’immagini offerto dai mass media (si scambiavano immagini e tecniche con i mass media). Facevano parte di questo movimento artisti come Robert Rauschenberg, Roy Lichtenstein, Tom Wesselmann e Jasper Johns che esposero le loro opere nel 1963 in una prima grande mostra dal titolo “The Popular Image”.
Andy Warhol: pittore, scultore, regista, produttore, scrittore e tanto altro.


Andy Warhol pittore.
Nelle sue prime opere Andy Warhol trascrisse in bianco e nero dei particolari dei messaggi pubblicitari e ripropose a colori le immagini tratte dai fumetti. Sono del 1960 i dipinti di soggetti tratti dai fumetti Dick Tracy, Popeye e Superman. Iniziò ad utilizzare la tecnica di stampa della serigrafia nel 1962, rivolgendo l'attenzione alla riproduzione d’immagini comuni, meritevoli secondo lui, del titolo d’icone simbolo dei nuovi tempi. Famosissima la serigrafia che ritrae il volto di Marilyn Monroe tratto dalla fotografia di Gene Korman usata per la pubblicità del film Niagara del 1953. La serigrafia o stampa serigrafica è una tecnica di stampa artistica d’immagini su supporti o superfici mediante l'uso di un tessuto. Nel 1962 realizzò le prime immagini seriali con l’allineamento di carta moneta o etichette e le riportò con la tecnica della serigrafia sulla tela.

Le opere di Andy Warhol
Le sue opere più famose sono diventate delle vere e proprie icone. Si tratta dei ritratti di divi come Elvis Presley, Marilyn Monroe, Elisabeth Taylor, Liza Minelli, Michael Jackson; di uomini politici come Mao Zedong, Lenin, John Kennedy; di personaggi pubblici come John Gotti. Il ritratto di Liz Taylor detto “Silver Liz” (1963) è stato valutato in asta da Christie’s (Londra) 6-8 milioni di sterline. La ripetizione della stessa immagine era il suo metodo di lavoro, utilizzando delle fotografie riproduceva la stessa immagine con colori diversi (prevalentemente usando colori vivaci e forti). Rielaborò anche capolavori d’artisti come Leonardo da Vinci, Paolo Uccello e Piero della Francesca. In particolare tentò di rivisitare, utilizzando la sua particolare tecnica, le opere dei grandi maestri rinascimentali come Leonardo da Vinci da cui ricavò il ciclo "The Last Supper" (L'ultima cena). Prendendo immagini pubblicitarie di grandi marchi commerciali (famose le sue bottiglie di Coca Cola, le lattine di zuppa Campbell's e le scatole di detersivo Brillo) o immagini di forte impatto visivo come incidenti stradali - Car Crash - o sedie elettriche - Electric Chair - riusciva a svuotarle d’ogni significato proprio perché le ripeteva su vasta scala. Negli stessi anni dipinse la serie dei dollari e delle zuppe in barattolo, la famosa zuppa Campbell's. Andy Warhol creò anche alcune sculture in tre dimensioni d’alcuni suoi lavori serigrafici più famosi, ad esempio le scatole di detersivo Brillo ed altri prodotti in scatola.

Andy Warhol e la musica
L’arte di Andy Warhol spaziava in ogni campo. Nel suo percorso artistico supportò e sperimentò altre forme di divulgazione, come il cinema e la musica, produsse e collaborò con alcuni gruppi musicali, in primis i Velvet Underground di Lou Reed, la cui famosissima copertina dell'album d'esordio, una semplice banana su sfondo giallo, fu realizzata dallo stesso artista. Collaborò anche con numerosi artisti europei tra cui la cantante italiana Loredana Bertè.
Andy Warhol e il cinema
Blow Job e Lonesome Cowboys sono alcuni esempi di film di Andy Warhol che ritraggono la cultura gay newyorkese del tempo, censurati per il loro contenuto furono distribuiti grazie al passaparola dei fans. Altri lavori, certamente d'avanguardia, in uno ad esempio è ripreso per ben otto ore un uomo che dorme (Sleep - 1963) furono trasmessi al pubblico dopo trent'anni dalla data di realizzazione, in concomitanza con mostre ed antologie del pittore organizzate nei vari musei del mondo. Nel 1965 cominciò le sue sperimentazioni con i video-tape. Produsse anche alcuni film, il primo in collaborazione con Paul Morissey, fu "Flash", cui seguirono "Trash" nel 1970, e "Heat" nel 1972.
Andy Warhol e la Factory.
Andy Warhol fu il fondatore della Factory, un luogo in cui giovani artisti newyorkesi potevano trovare uno spazio collettivo in cui ritrovarsi e realizzare le loro opere, qui sono nati e hanno lavorato artisti famosi come Jean-Michel Basquiat e Keith Haring.
Il problema con i classicisti è che quando guardano un albero non vedono altro e disegnano un albero...

Conclusione:
Andy Warhol per le sue opere prende spunto dal cinema, dai fumetti, dalla pubblicità, dalla vita quotidiana, l’artista regista le immagini più note e eloquenti senza operare alcuna scelta estetica. In questo modo la sua opera appare quasi un catalogo delle immagini-simbolo della cultura di massa americana: si va dal volto degli artisti più noti (Marilyn Monroe, Elvis Presley, Elisabeth Taylor) al volto di grandi personaggi del mondo della politica come John Kennedy, Mao Tse Tung e Lenin ad oggetti inconfondibili come la bottiglietta della Coca Cola, la lattina della zuppa, la scatola del detersivo, il dollaro e così via. Scegliendo quest’oggetti non solo non opera nessuna scelta estetica ma non manifesta neanche alcuna intenzione critica nei confronti della società di massa di cui sono il prodotto. Andy Warhol ha spesso ripetuto che i prodotti di massa rappresentano la democrazia sociale e come tali devono essere riconosciuti: tutti possono bere una Coca Cola, sia il presidente degli Stati Uniti che i cittadini americani.
Le opere esposte erano: A ricordo della visita abbiamo preso un simpatico barattolo di plastica con le immagini di alcune opere di Andy Warhol.