martedì 12 agosto 2014

Hannah Arendt



Una scrittrice: Hannah Arendt

Quaderni e diari 1950-1973

Il libro più significativo di questa scrittrice è forse il “Denktagebuch 1950 bis 1973”, un’opera che raccoglie il contenuto di 29 manoscritti conservati nella Libreria del Congresso di Washington, negli Hannah Arendt Papers.

Hannah non poteva ricondursi ad uno specifico clichè, non era di sinistra né di destra, non era marxista né liberale, era ebrea ma non sionista, non era femminista, era filosofo ma non accademico.

Gli appunti iniziano nel 1950, e costituiscono con pensieri, citazioni, commenti di opere, un diario filosofico in cui la scrittrice si confronta con i filosofi occidentali e con le questioni decisive del secolo scorso. Un raffronto quotidiano con Aristotele ed Agostino, Montesquieu e Kant, Hegel e Marx, Nietzsche e Heidegger, solo per ricordare i più indicativi.

Un altro libro che la scrittrice aveva appena scritto e che sarebbe stato pubblicato nel 1951, è “Le origini del totalitarismo”. Si può pensare che tale libro abbia influenzato la successiva scrittura dei suoi diari, dove ha approfondito un fenomeno si definito ma che doveva ancora essere capito, si trattava di una forma politica che sfuggiva alle forme già catalogate dalla filosofica come la tirannide, il dispotismo e la dittatura e che si macchiava di gravi misfatti.