
"Succede, in un match di tennis, che la palla sfiori la sommità della rete e, per un quarto di secondo, possa andare da una parte o dall’altra. Con un po’ di fortuna, raggiunge il bersaglio e vinci. Ma può anche ricadere dalla tua parte, e allora hai perso".
La frase che introduce il film rileva la visione nichilista e spregiudicata della vita che ha Woody Allen. Egli ritiene l’esistenza come una tragedia priva di senso: la mancanza di un centro spirituale nell’uomo, la paura di vivere, l’universo vuoto, l’annichilimento eterno, la vecchiaia, le malattie terminali e l’assenza di Dio sono stati sempre temi e paure che il regista americano ha fatto filtrare da molte sue opere, anche quelle più apparentemente "leggere". In Match point la fortuna sostituisce quello che in Melinda & Melinda era la componente comica della vita, e cioè un sollievo, seppur fragile e temporaneo, alla tragicità intrinseca dell'esistenza. Innanzi tutto Match point non è ambientato a New York: non c’è la Manhattan in bianco e nero dell’alta borghesia intellettuale, liberal e progressista, non ci sono le sue nevrosi, le sue tragi-comiche battute al vetriolo. E soprattutto non c’è il jazz, la colonna sonora che ha accompagnato la sua intera carriera artistica. La vicenda si svolge a Londra, quella dell’alta società, della finanza nella City e delle tenute di campagna nello Yorkshire, delle battute di caccia e del mecenatismo nell’arte, dei tennis club, delle letture colte e dei palchi all’opera.

Ha detto il regista in un’intervista: “La scelta di girare il film a Londra è stata motivata dal fatto che a Hollywood fanno film con budget di 100 milioni di dollari che devono incassare tre volte tanto e che quindi devono per forza piacere a tutti. I mie film costano poco e incassano poco e quindi agli studios non interessano. Inoltre i produttori vorrebbero leggere il copione e partecipare al processo creativo, anche se non sono in grado di offrire niente in termini di casting, dialoghi, consigli sul girato, sulla scelta del cast, sulla sceneggiatura. Io invece non faccio leggere a nessuno il copione, neanche agli attori, proprio per evitare tentazioni partecipative. In Europa i banchieri mettono i soldi e basta, fanno il loro lavoro che è quello di finanziare la produzione. In Inghilterra poi la condizione è stata una sola, cast e troupe in gran parte british ed esterni inglesi. Match Point è stato girato a Londra con tutti attori inglesi, unica eccezione Scarlett Johansson che interpreta Nola. I miei film non hanno mai incassato molto, il mio record è stato nel 1986 quando con Hannah e le sue sorelle ho incassato 40 milioni di dollari. ”
Nello specifico un giovane e sfacciato arrampicatore sociale d’origine irlandese interpretato da Jonathan Rhys-Meyers, maestro di tennis, grazie al suo fascino e bravura è assunto in un aristocratico club di tennis di Londra. Divenuto molto amico di un giovanotto dell’alta società appassionato come lui di lirica, ne seduce e sposa la sorella, salvo poi innamorarsi della fidanzata e poi ex fidanzata del cognato, un’aspirante attrice americana ventenne, bionda, sensuale. Rimasta incinta di lui vuole che lasci la moglie, lo minaccia, protesta e grida. Come il Martin Landau di Crimini e misfatti, questo bieco personaggio, per non perdere lo status sociale raggiunto sceglie il delitto, l’omicidio, l’eliminazione fisica della ragazza. Riesce ad architettare e a realizzare con freddezza inusuale un delitto perfetto (risuonano nel climax della lunga scena dell’assassinio, le arie dell’Otello di Verdi). La fortuna aiuta il protagonista e gli consente di mantenere la sua impunità. E’ la colpa che non è punita, è il delitto senza castigo parafrasando il romanzo di Dostojevskij, che il protagonista legge all’inizio del film. Salvato dal caso già oggetto delle sue meditazioni: “Il fatto che buona parte della nostra vita sia dovuta al caso spaventa la gente. E’ angoscioso dirsi che una tale quantità di cose ci sfugge. Succede, in un match di tennis, che ……….”
Il regista ha dichiarato che in Match Point ci sono riferimenti a Dostoevskij e a Delitto e castigo, ma che l’autore russo era più ottimista di lui. Il film esprime la pessimistica visione della vita dell’autore: “Tutti sanno che sono continuamente commessi crimini che restano impuniti e spesso le vittime sono innocenti. Nel film un uomo uccide due donne, una è la sua amante l’altra una signora che non centra ma serve a coprire l’omicidio della ragazza. Ma la fortuna gli sorride e se la cava. Se la fortuna ti arride non solo te la cavi ma puoi anche prosperare come Martin Landau in Crimini e Misfatti. Se riesci a uccidere qualcuno, se non hai alcun senso morale, non c’è nessun Dio lassù che ti colpisce con un fulmine. Crimini e misfatti era una storia incentrata sul tema della religione, questo film sull’ambizione, sulla fortuna, sulla passione. Non c’è una discesa agli inferi psicologica, non c’è una colpa morale interna da espellere tragicamente. Essa permane solo in superficie, nello sguardo perso nel vuoto del protagonista che chiude il film”.
L’attrice Scarlett Johansson ha dichiarato: “Il personaggio che interpreto, Nora, mi ha intrigato moltissimo. Nola è un tipo originale, una ragazza nevrotica. E’ bisognosa d’aiuto, di un posto nel mondo. Insomma l’ho vista un po’ come una sopravvissuta”.